mercoledì, 31 maggio 2006

Il reggiseno trasformabile e altre amenità

Voglio per immensa magnanimità rendervi partecipi e  mettervi a conoscenza di uno dei ritrovati più sconvolgenti, più innovativi, più futuristicistici del panorama commerciale industriale imprenditoriale e finanziario italiano: il reggiseno trasformabile.
Come oramai tutti sapete la Nutria si sposa. Solo che la sua non sarà una di quelle feste normali,a cui sono abituate le fashion girlsssssssssssss: una di quelle feste, per intenderci, in cui si finisce a cantare tutti insieme amabilmente verso la sposa: "Faccela vedè, faccela tocca'' Naaaaaaaaaaaa. Poichè, ha detto la Nutria, "Mi sposo una sola volta nella vita", ha messo in piedi un matrimonio che manco Briatore.

Ha dettato un papiere di leggi e regole che vanno dal colore dei pistilli dei fiori  in chiesa che deve essere lo stesso di quello di tacchi delle scarpe, alla disposizion dei tavoli che devono risultare un cuore se visti provendendo da sinistra, un geco australiano se osservati dall'alto,  Ignazio La Russa se visti da ua prospettiva di destra. Ma soprattutto, la Nutria ha imposto alle fashion girlsssssssss il comma 3 dell'art. 1242 della Costituzione sul mio matrimonio: vestito rigorosamente in lungo.

Le fashion girls sono piombate nel panico. Il due maggio, a un mese dal matrimonio, avevano già messo a ferro e a fuoco tutti i negozi di abbigliamento della città. Poi, però, c'era il problema degli accessori. E vai, e prova, e presta di qua, e ruba lo scialle alla nonna, e chiedi gli orecchini alla vicina, e riesuma un vecchio paio di scarpe di una prozia, insomma, è stato un mese febbrile e intenso.

La sottoscritta cioè io cioè MrsOlga, vuoi per grave stato di indigenza economica vuoi per  idiosincrasia verso ogni forma di shopping, vuoi per non tradire il dettame: "Fai domani quello che puoi fare oggi", fino a un paio di giorni fa non aveva uno straccio di abituccio lungo.
Non ho mai capito per quale recondito mistero dell'animo umano se io non ha ansie c'è sempre qualcunaltro che ce le ha al posto mio, e quest'ansia che non è originata da me deve trasmigrare da lui a me cosìcché io abbia un'ansia che riguarda me ma è indotta da un corpo diverso dal mio.......Vabbé, insomma le fashion girlsssssss sono entrate in stato di agitazione da menopausa per la questione del mio vestito mancante. Era tutta un telefonarsi, un "oooohhh, ohhhhh, non ha ancora il vestito", un farsi segni della croce, un prestarsi per accompagnarmi.

A quel punto, sfiancata dalla situazione, sono andata a comprarmi sto cacchio di vestito in lungo. Ho puntato un solo negozio, quello che c'era c'era. Dopo una ventina di minuti di prove di abiti da mogolfiera o meringa, ho trovato quello che faceva al caso mio: una specie di sottoveste lunga, semplice, con una scollatura all'americana. Gli astanti, che nel frattempo avevano formato una folla di spettatori e, a seconda dei  gusti, annuivano o facevano segni di vomito, si esibirono in una ola da stadio.

Tornata a casa trionfante con il mio vestito costato quanto un week end a Capri, ho accuratamente riposto la reliquia nell'armadio. Passavano i giorni e dentro di me, però, qualcosa non mi convinceva. C'era una specie di tarlo, qualcosa che non tornava. Poi, d'un tratto, l'illuminazione: porcapaletta in cariola, IL REGGISENO!!
L'abito era scollato davanti e dietro, andava senza salvatette. E senza sarebbe stata l'apocalisse, la fine di tutto. Il vestito non ce l'avrebbe fatta a tenere su l'ambaradan, lo sapevo, e la legge di gravità si sarebbe finalmente ripresa la rivincita sul wonder bra.  Già immaginavo scenari catastrofici, quando mi venne in mente che una volta da qualche parte avevo letto di un reggiseno in grado di stare su da solo, in base a delle leggi archimediche sconosciute.

Mi precipitai in un negozio di lingerie: trafelata, in evidente stato di agitazione, farfugliai alla ragazza del bancone l'annosa questione. Quella mi fissò negli occhi, poi senza dire parola  si guardò intorno come  a voler celare un segreto, e tirò fuori da un cassetto una Cosa che chiamarla reggiseno ci vuole coraggio. Con fare esoterico sibilò: "Segua le istruzioni", e mi rifilò un manuale da 130 pagine.

Alquanto scettica, tornata a casa tirai fuori la Cosa e cominciai a sfogliare il manuale. Il titolo era: "Il reggiseno trasformabile". Cominciai a armeggiare sulla Cosa. La Cosa era un insieme di lacci, laccetti, fili, ganci, carrucole, moschettoni. E tira di qua, e fai passare sotto, e aggancia di là, e fai un nodo su e chiudi giù, dopo 2 ore e un quarto tempo montaggio Ikea avevo assestato la Cosa su di me. Dunque, cercherò di essere chiara nell'esposizione: la Cosa era così costituita: due coppe normali, e fin qui. Da lì dipartivano lateralmente due laccetti che si agganciavano all'ascella e poi scendevano appuntandosi sull'osso sacro. Ogni asperità del corpo era sfrurìttata come aggancio. Questi lacci facevano 3 giri attorno alla vita per poi avvinghiarsi sull'inguine  e finire con un bel nodo altezza polpaccio. Tutto chiaro???
Non importa, anch'io faccio fatica, ma oggi ripasso. Comunque l'effetto è che il reggiseno si tiene su senza che si veda. O meglio, dietro la schiena non si vede niente, ma il reggiseno trasformabile e i suoi lacci emostatici ti trasformano in un insaccato.

Comunque, il reggiseno trasformabile è una Cosa geniale. Diciotto posizioni, tutte diverse. Manco il Kamasutra.

postato da: MrsOlga alle ore 11:09 | Permalink | commenti (37)
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martedì, 30 maggio 2006

Anna si guardò intorno. Guardò il sole, guadò se stessa sotto il sole. Le capitava così, di sdoppiarsi come petalo di fiume, e si vedeva da una lente di ottica microscopica, ora vicina ora lontana mille anni luce. Da sè, dal resto. Da quel clamore da circo, dagli sguradi indiscreti e dai sorrisi sincopati.
Anna aveva mani piccole da raccoglitrice di spigole, e vita larga di chi aspetta un figlio che non viene mai. Anna aveva pelle tesa da suonarci una ballata nelle notti d'estate, pelle liscia e sbiadita, pelle da succhiare e mordere come ciliege. Anna sapeva chi era, ma non ricordava come. Lo aveva dimenticato un giorno, su un letto qualunque.
Anna ballava spesso, sotto la luna; ballava come fosse sola, le mani larghe e tese ad acchiappare l'aria, una danza vorticosa sopra vulcani spenti. Anna aveva piccole rughe che camminavano come formiche, accenni di passato fatti di matita.
Anna aveva la sua storia appiccicata addosso, e più ci soffiava sopra e più la sua storia di silicone aderiva, aderiva, aderiva.
Anna aveva capezzoli di aghi di pino e mille nasi senza una sola forma.

Il suo uomo invece sapeva di rete di pescatori, di vongole e maree. Aveva gli occhi fugaci e lenti di chi aspetta il giorno sempre alla stessa ora e beve te' in tazze giganti da 3 euro a pezzo. Il suo uomo non era suo, non lo era mai stato. Ma le persone di chi sono se non di chi le ama in quel modo struggente, così, senza tregua, senza più sangue nelle vene, senza appigli?  Deve essere così, per forza. 
Che poi non lo voleva mica intero, il suo uomo. Si era scelto un pezzo piccolo piccolo, un simulacro silenzioso e nascosto, dove farsi scopare e pregare. Ogni mattina lo lucidava con la lingua e con occhi di seta e miele.
La sera poi lo coricava su un lato, vicino a sé, e gli raccontava il suo nome.

postato da: MrsOlga alle ore 15:03 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 29 maggio 2006

Addio nubilato (parte I)

Tanto per cominciare il casale era una villa rustica da sogno con tanto di televisori 122 pollici e forno a legna e tendine a quadretti verdi e tutto era modello Casa nella Prateria però in stile Ricucci. C'era perfino un distributore di alcoolici che per centesimi 50 (dico: CINQUANTA) eiaculava bottigliette di prosecco e breeze. Il casale era dotato di piscina, sdraio e centro benessere (di cui eluciderò in seguito).

Il primo aperitivo-time è scattato ore 15.30 ora locale, alle 16.00 eravamo già passibili di arresto per atti osceni in luogo puibblico
Come ogni addio al nubilato che si rispetti, non poteva mancare lui, il vibratore, portato in dono da un'amica della Nutria, e risoprannominato dalla Nutria medesima Clito. Poiché a MrsOlga toccava come da copione riprendere con la sua telecamerina le nefandezze dei festeggiamenti, Clito è stato fin da subito insignito del ruolo di "Gran Microfono del Reame", ruolo che ha svolto egregiamente, se non fosse che sopo un'ora di riprese con Clito in mano acceso alla massima velocità mi è venuto il morbo di Parkinson.

La formazione al femminile era la seguente.
1) La Lollobrigida de' Noartri, in versione pareo brasiliano, molto maracaibo
2) Puddu, in minigonna e zoccoletti dorati, molto Marisa Laurito
3)la Panicucci, in pieno e orgasmo da pr
4)Minki, neosposa, in apprensione per le sorti del povero marito lasciato a se stesso (lo avrebbero avvistato qualche ora più tardi dei conoscenti sul tavolino di in un locale a torso nudo mentre circondato da  cubiste  gridava "iu-uuuuuuuuuu")
5)Susanna la modella, che  fa proprio ma veramente sul serio non come si suo dire così, tanto per fare la figa "la modella", la modella e pesa quanto un mio avambraccio
6)Susanna l'altra, più figlio incorporato, futura sposa, futura mamma, quando si dice due piccioni con una fava (ihihihih..la fava, cioè, la fava non quella che si mangia...è l'altra..era un doppio senso ..vabbè)
7)Sabrina la saggia, malauguratamente ammalatisi appena meso piede nel casale, vagava avvolta da una coperta di lana tipo mummia di Nefertari
8)Emanuela (cioè, più o meno Emanuela, è che non ricordo bene il nome, ma assomigliava all'Arcuri con meno tette)
9)MrsOlga, cioè io, cioè me medesima
10) Dulcis in fundo,lei, la festeggiata, una vera donna con la d minuscola, che dire una donna, un essere anamorfico e transgenico, che dire, di più, un vero e proprio roditore vestito Chanel: la NUTRIA

Il copione, rigidamente scritto dalla Panicucci de' poveri, prevedeva che gli uomini arrivassero dopo, per fare in modo che tutto fosse pronto e che per la Nutria la prsenza di maschioni fosse una vera sorpresa inaspettata inattesa che la lasciasse stupita basita a bocca aperta. In quelle tre ore di attesa, le fashion girlssssssssssss provarono perfino il famigerato centro benessere.
Trattavasi di vera e propria palestra con tanto di attrezzi di ogni genere, step, vogatori, tapis roulant, cyclettes,sauna, bagno turco e una vasca idromassaggio, l'unica che fu realmente cagata, e in cui le nostre atletiche si tuffarono a peso morto. 
Le fashion girlsssss  si aggiravano in stile casalinga di Voghera,struccate, mollettoni arancione fluorescente sui capelli, i peli ispidi tipo pino silvestre che spuntavano dall'inguine e dalle ascelle pezzate.

Poi, però, d'un tratto, da lontano si udirono delle voci maschili....Fu a quel punto che cambiò tutto...

(
continua...)

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lunedì, 29 maggio 2006

Il gruppo si sparpagliò ovunque. Qualcuno (forse una treccia bionda) passava davanti una finestra al secondo piano, un'ombra scompariva dietro un angolo, un angolo qualunque di pietra e polvere, un angolo di mani e di nascondigli. Lui indossò un cappello. Di là risero.

Il casale era un caseggiato di mattoni e pietre, un rustico elegante e curato, da spot di biscotti al miele. Il casale sapeva di storie di turisti, valige e grida di bambini, gente ricca che viene da lontano, che compra il bello, ma non questo bello qui, di uliveti e colline e vento, ma un bello  da ricostruzione, un bello post-moderno, un bello da design di acciaio e specchi.

Inerpicato sulla collina, il casale aveva occhi che guardavano l'infinito ovunque, e prati e fiori, e alture e piani e di nuovo colline. Le colline entravano dentro e dentro era antico e nuovo isieme. Conviveva il frigorifero mastodontico e modernissimo dotato perfino di vano titraghiacci, assieme alle travi tarlate e al pergolato di tende di lino.

Il casale si andava riempiendo. Un'automobile dietro l'altra sul viottolo, e gli spazi prendevano vita, mani che toccavano cornici, spostavano ante e bicchieri, tinitnnii, voci a dire "Che bello" a ogni respiro, respiri a ritmo di passi, e sguardi pieni di chi aspetta una festa.

E su tutti, il sole. Un sole tondo da uovo, che scalda senza bruciare, che penetra ovunque, che assopisce i ricordi brutti, che fa sorridere. Un sole dolce. Dolce.

Simona 
 aveva già addosso il costume. Attorno alla piscina era un brulicare di parei e cosce. Qualcuno si tuffò, e l'acqua staripò sul prato. Le voci si alzarono in volo, e l'aria si riempì di storie raccontate e confidenze. Ognuno aveva una sua di storia, recente o passata, ma quello era il momento in cui riaffiorano le cose a metà, in bilico tra ieri  e oggi, come a non volersi fare troppo del male. Come quando vuoi vivere e basta, senza pensarci. Un vento fresco sparpagliò dei fogli, la lista delle cose da fare. E fu così che le-cose-da-fare si trovarono d'un tratto in ordine sparso. Poco male, non c'era fretta né matematica in quel giorno di uovo.

Giulia pensò che le mancava il suo uomo. Non troppo, in verità,un po' così, come chi si allontana sapendo di tornare ma tardi, con quella punta di malinconia che apre il cuore invece di stringerlo e soffocarlo. Come gli arrivederci dai finestrini dei treni che non vanno lontano, che sono teneri e gentili, così diversi dagli addii strazianti,ingiusti e soli.

L'ora della festa si avvicinava

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giovedì, 25 maggio 2006

Addio (al nubilato)

Tutto è pronto. Per l' addio al nubilato della Nutria è stato tutto organizzato p e r f e t t a m e n t e.
Ci ha pensato la Panicucci dei poveri. Lei in tema di organizzzione di eventi è  meglio di Filini . Sono tre mesi (dico tre) che sta là ad appuntare, telefonare, prenotare, impartire compiti. Che provaci a sbagliarti e a presentarti nel giorno del briefing finale davanti alla Panicucci con le taccole al posto dei piselli, e vedi.

Che poi, io non ho mica ben capito che ci sarà da festeggiare. L'ultimo giorno da single, dicono. Ma se è una vita che la Nutria cerca un uomo da incastrare. Se sono trent'anni che compra guepiere sadomaso, baby doll di pizzo (nel senso che per pagarli bisogna chiedere il pizzo), tanga brasiliani in pelle con piume di struzzo incorporate e che si cosparge il corpo decadente di unguenti con profumi nauesabondi e che ingozza il suo consorte di ostriche  e zenzero, che a quel cristo ora gli viene un'erezione pure se vede mezza coscia di Katia Ricciarelli alla Fattoria.

Comunque, dicono che bisogna festeggiare. E siccome non basta un cin cin con il Tavernello, ma trattasi del matrimonio di una delle fashionnnnn girls, cioè: qui mica stamo a pettinà le bambole, la Panicucci dei poveri ha messo su una due giorni in un casale in Toscana che manco la Valtour, con tanto di camino, sauna, idromassaggio, piscina, e maschioni in perizoma, questo per dire  che a noi la casa del Grande Fratello ci fa una pippa. Prezzo comprensivo di optionalssssss: 35 euro a testa. In realtà il prezzo di partenza era 120 euro, ma dopo  estenuanti trattative con la Panicucci, la proprietaria del casale stremata è collassata cornetta in mano perdendo l'asta. La Panicucci non a caso è il terrore dei marocchini. Però è l'unica donna sulla faccia della terra che sia riuscita a fare la spesa per 12 persone spendendo 20 euro. Magari pernotta nel reparto surgelati, ma se non fa venti euro cifra tonda non esce.

Ognuna di noi deve comprare o cucinare qualcosa. A me lasciano sempre i compiti più facili. Dicono che è meglio così, che non sono affidabile. A me non me ne frega, anzi meglio, però faccio la faccia mogia di quella che ci rimane male. E così mi fanno fare qualche cosa comunque, tanto per frami sentire utile. Io personalmente ora per esempio c'ho un grave problema col basilico. La Panicucci ha detto che devo comprarne 13 foglie tredici ma io il basilico l'ho sempre confuso con il rosmarino e a tratti anche con i ravanelli.

Ovviamente la Panicucci ha predisposto già le partenze, scaglionate nel tempo, con una prima carovana di donne pronte allo starter alle 8.37, la seconda alle 12.22, la terza alle 15.42 . io mi sono prenotata per il terzo turno. Solo alla fine, però, mi hanno rivelato che in quel turno guiderà Puddu, detta la Talpa, praticamente Ray Charles. Per cui, questo potrebbe essere l'ultimo post. Sappiate che se arriverò sana, cospargerò di rosmarino uno dei maschioni  e correndo nuda sul prato, inaugurerò la stagione degli amori bucolici. Altrimenti, addio.

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martedì, 23 maggio 2006

Il pesce e la moffetta

MrsOlga ha un pesce nero. Si chiama Armando.

A dire il vero, il pesce in sè come concetto di essere natante dotato di squame non mi da' grande sollazzo. La mia anima zoolgica, la stessa che mi induce a storie sentimentali con specie di maschi in via d'estinzione, è di natura cinofia. Io quando vedo  un rotweiller comincio a fare cose irriferibili, come mettermi a quattro zampe e guaire "bau bau".
Dal canto loro i cani del quartiere non mi sopportano più. Romano, il cane di destra della mia vicina, un Golden Retriever da fisiognomica da Ignazio la Russa, ogni volta mi intravede mi schifa e gira al largo.

Mia madre ha imposto il suo niet al quadrupede da riporto-di-pantofole circa 20 anni fa. Allora ho proposto in ordine, con relative argometazioni:

1) un gatto siamese del Siam (da arredamento naif pendant con il quadro del salone)
2) una moffetta della Cappadocia (modello stola da pelliccia per fare bella figura con le amiche)
3) un coniglio (utilissimo come grattugia-carote)
4) una famiglia di tartarughe nane (l'ideale per giocare a biglie).

Ma lei niente. Gentile concessione fu, nel '93, Giacomo. Giacomo era l'unico canarino muto nella storia dei volatili. Mia madre l'aveva comprato solo per quello. Diceva che almeno non rompeva le balle.
Sei mesi dopo Giacomo si ammalò di raffreddore , ma siccome quando starnutiva lo faceva in silenzio, nessuno se ne accorse. Quando Giacomo stramazzò rigido zampe all'aria nella gabbia, mia madre lo incartò nel domo pack e lo buttò nella spazzatura, ma solo dopo essersi assicurata che nel "Cucchiaio d'argento", libro di ricette impropinabili, non ci fosse anche la voce "canarino alla fricassea".

Una volta elaborato il lutto fu la volta di Armando. Armando è una specie di pesce highlander. Mi fu rifilato una decina di anni fa da un venditore di pesci rossi malati al luna park alla modica cifra di mille lire perché, diceva il tizio dei pesci, era nero e portava sfiga.

Armando è buono, tanto. Dopo i primi anni di vigore  e massima espressione delle sue capacità natanti, che si esplicarono nell'esibizione di roteanti capriole e salti furoi dall'acqua, ho capito che Armando aveva un problema esistenziale: era convinto di essere un delfino.Col passare del tempo le sue doti  si affievolirono, cominciò a faticare, a risalire la china con lentezza. Armando, che prima sfoggiava un bel nero lucente, piano piano diventava  un grigio-smog- piazza Venezia.
Ultimamente sosta per ore nell'angolo della sua vaschetta in una posizione obliqua, da contorzionista del circo Togni, appoggiato a un occhio. Perché Armando ha gli occhi di una falena, garndi come fari. Ogni tanto per ravvivarlo gli scuoto la vaschetta e gli faccio fare l'Acquapiper.

Una volta qualcuno mi ha detto che i pesci hanno una memoria brevissima. Qualche secondo, forse meno, e poi si ricomincia daccapo. Ogni volta un nuovo mondo, che poi è ogni volta lo stesso. Questo vuol dire che per Armando sono sempre una sorpresa.

Come vorrei che anche per noi umani fosse lo stesso.

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giovedì, 18 maggio 2006

Lo Slanc

Ieri sono andata in un posto molto cool a fare lo slunch.
Per tutti quelli che sono out e non si aggiornano settimanalmente su Glamour e Cosmopolitan lo slunch è l'ultima moda in fatto di aperitivi. A dire il vero neanche io avevo la più pallida idea di cosa fosse uno
slunch. Non immaginavo neanche che si scrivesse così. Ma d'altronde, la mia propensione per l'inglese è pari a quella di Vanna Marchi per l'italiano.
Fin quando qualcuno mi ha fatto notare che non sapere cos'è uno slanc significa essere schifato pure dall'ultimo dei cool-hunter.
Poiché suonava come una cosa ignobile l' essere schifata da uno dei cul anter, e non avrei mai ma proprio mai voluto che un cul anter se la prendesse a male, che poi metti che ti azzanna non è carino, mi son fatta coraggio e via.

Dicesi slunch l'evoluzione futurista dell'aperitivo: ricordate le vecchie cari arachidi e il mais tostato (sapore rancido, colore indefinito ) che vi rifilavano insieme al  rosso della casa spacciato per Brunello di Montalcino??
Come dimenticare
Poi, fu l'era delle pizzette e dei tramezzini, avanzi da bar con le uova color arancione psichedelico l'insalata afflosciata sul depresso andante e i cetrioli grigio topo di fogna.

Forget.
Lo slunch è avanti: lo slunch è aperitivo-cena-dopocena-colazione. Per questo allo slunch si arriva non prima delle 20.30. Chi viene avvistato prima quando gli va bene lo prendono come quello delle pulizie  e gli fanno ramazzare il locale.

Dopo aver cercato tre quarti d'ora il parcheggio che neanche al concerto dei Rolling Stones, mi presento all'uscita del locale. Un buttafuori ci chiede se siamo in lista, così, tanto perchè fa molto figo, visto che dico di no e quello senza battere ciglio ci fa comunque entrare: dentro, trentenni incravattati e donne vestite che manco alla notte degli Oscar.

-Cosa le porto? Ho della Falanghina del 1995, dell'ottimo Muller Turgau dell' Abbazia di Novacella, oppure preferisce un vino meno fruttato, un barolo Parafada del 1998?
- Mmmmm....un crodino
-Guardi che qualsiasi cosa prende lo paga sempre 8 euro
-Pure se prendo una gazzosa???
-
Non abbiamo la gazzosa. Però le posso consigliare un Valpolicella annata..
-Senta, mi porti un crodino di Malpensa annata 2004 e non ne parliamo più

L'atmosfera è chic, la gente beve i suoi 8 euro dispensando caldi sorrisi. Le donne si scaldano, ammiccano, roteano le unghie laccate come pavoni
Mi sento un po' cool, ma è per via del di dietro che ultimamente è lievitato. Mi alzo, decido che per ammortizzare gli 0,5 gradi del mio crodino, andrò ad assaggiare questo famoso slunch. Mi avvicino allo slunch room: una scena apocalittica mi aspetta. Centinaia di persone con i piatti in mano avvinghiati a vassoi con dentro :
22 tip di insalate
riso alla cantonese con sugo al pomodoro
farro e pajata
pasta fredda ai fajjjjoli

Tempo massimo cronometrato di durata del cibo nel vassoio: 24 secondi e 52 millesimi. A ogni arrivo di nuova portata il massacro. Alla fine rimangono sul campo un paio di feriti. Lesioni più comuni riportate (statistica del S. eugenio): rottura della scapola da gomitata, strappo dei legamenti.
Provo a farmi strada con le tette cercando di aggiudicarmi un pezzo di salame, ma mi assestano una ginocchiata sui denti e desisto. Dall'altra parte della sala c'è pure un forno dal quale vengono sfornate a ritmo battenti pizze di tutti i tipi. Mi accodo, ma lì ancora più rischioso, c'è uno che mi affonda una forchetta su una coscia. Gli speigo che non sono una porchetta, e chiarito il malinteso, mi regala l'ultimo pezzo di crosta. Cerco di esibirmi in un triplo salto carpiato sulla folla (sarà per questo, mi chiedo, che lo chiamano slanc)ma vengo rigettata indietro.
A fatica dopo un'ora e un quarto raggiungo la pole position, sono sudata, stremata, ma soddisfatta. Un tizio terrorizzato mi urla nell'orecchio: "Oh mio dio, guarda là!!!" il tempo di girarmi e s'è spazzolato la margherita. Bastardo bastardissimo.

Sto per rinunciare, nel frattempo mi è venuta pure la gastrite, ma a questo punto è diventata una questione di principio. E' allora che partorisco un'idea geniale: il metodo piatela'nderculo.
Funziona così: mi riposiziono nel lata A, quello delle insalate etc, faccio un po' la vaga, mi defilo, non do' nell'occhio. Poi, d'un tratto urlo: "E' arrivata la pizza salsicce e provola!!"
La folla va in delirio, molla tutto e si precipita in massa sul lato B. Rimaniamo io, il farro e la pajata.

Ma 'fanculo te e il cul anter


.

 

postato da: MrsOlga alle ore 19:41 | Permalink | commenti (38)
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martedì, 16 maggio 2006

Altro che BBC

Non so se qualcuno ha letto questo.
Mi ricorda
qualcosa

Attendo telefonate dai media.

postato da: MrsOlga alle ore 20:06 | Permalink | commenti (16)
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martedì, 16 maggio 2006

Mia nonna

Mia nonna Maria ha 80 anni e poche rughe.
Mia nonna ha le mani grandi e grinzose, ed è come una matrioska, che dentro ce ne sono altre 100.
Mia nonna è rimasta vedova quando aveva 20 anni, e ha gli occhi acquosi di chi è rimasta vedova a 20 anni.
Mia nonna quando l'abbraccio è morbida e rotonda, e ha il profumo del cream caramel.
Mia nonna trasforma il dolore in sorriso.
Mia nonna piange di nascosto quando la tratto male e le viene lo sguardo da bambina.
Mia nonna mi perdona sempre
Mia nonna è una figa.

E poi:

Mia nonna cucina 24 ore su 24 che alle 6 di mattina pure il lampadario puzza di fritto.
Nonostante io vada per il quintale, mia nonna dice: "Mangia, che sei deperita" e non c'è verso di farle capire che la caponata a colazione la digerisco a fatica. Mia nonna prepara una melanzana alla parmigiana che Vissani se l'assaggia cambia mestiere.
Il cruccio di mia nonna e delle sue amiche è il colesterolo: ma hanno risolto così: prendono la pasticca e ingurgitano tutto.

A mia nonna piacciono i romanzi Harmony, e solo dopo aver scoperto che dietro insospettabili titoli come "Senza confini", e "Destino d'amore", si nascondono pagine di rara pornografia, ho capito perché.

Mia nonna ha collane di corallo rosso e scialli d'oro che quando esce sembra la madonna del Carmelo.

Mia nonna dice che una donna non deve dar troppo peso alla bellezza, ma nascoste nell'armadio ha pile di confezioni di crema lifting-antirughe-rivitalizzante-contornoocchi,-naso e bocca-fattoreH-vitaminaC2-all'estrattodi propoli esalvia. Mia nonna ha dei rossetti che neanche la Parietti.

Mia nonna ogni sabato sera si incontra con le amiche per il poker: giocano d'azzardo: l'ultima volta mia nonna si è chiamata fuori perché stava perdendo due euro e cinquanta.
Tutti i pomeriggi va al circolo anziani con le sua amiche, tutte vedove. Tilde sembra una tartaruga ed effettivamente è un po' rinco, Anita è la più giovane (72 anni)  è l'unica che ha la patente e quando vanno a fare le scampagnate carica tutte sulla sua Y10 e guida che manco Ayrton Senna.


Ogni tanto mia nonna e le sue amiche partecipano a uno di quei viaggi promossi dalle aziende di pentole: l'ultima volta sono partite alle 3.30 di mattine, le hanno caricate su un pullman, alle 6.00 erano al santuario di S. Luca a  Bologna, alle 10.15 davanti al Duomo di  Milano, alle 15.00 a mangiare un arancino a Siracusa, alle 18 al Palazzo Ducale di Urbino, con breve intermezzo a pranzo con dimostrazione di pentoile acciaio inox (32 al prezzo di 7euro). Con 12 euro-pranzo-al-sacco gli regalano pure una penna con la scritta Mondialcasa e uno sturalavandini in lattice.

- Allora, come va?
-Bene, nonna
-E l'amore, dimmi, come va l'amore?
-Nonna, non cominciare..
-Neanche uno spasimante all'orizzonte?
-Nonna.....
-Certo, cominci  a essere vecchia
-Nonna, per favore...
-A trent'anni chi ti si accatta più
-Nonna, ti supplico...
-Gli uomini vogliono quelle giovani
-Nonna, pietà..
-E poi ora ci sono anche quelle dell'est che ti fanno concorrenza.  Quelle sono carne fresca
-NONNA!!!!!!!
-Eh, vabbè....e che avrò detto mai...lo dicevo io: stai proprio diventando una ZITELLA ACIDA

 

postato da: MrsOlga alle ore 11:48 | Permalink | commenti (11)
categoria:nonne
sabato, 13 maggio 2006

Pariolini

-Quest'anno vado in barca in Costa Azzurra. Vuoi venire?
-Grazie, ma ho già prenotato la vacanza
( meglio di no, in costume sembro un quadro di Botero)
-E dove vai?
-Messico, credo. O anche Croazia
(Ladispoli)
-Bello. Ma io preferisco le vacanze rilassanti. Sai, la barca del papi in un attimo arriva ovunque
-Eh già...io vado con l'aereo di un mio amico
(la Panda)

-E stasera che fai? Io vado a una festa ai Parioi molto cool
-Ah....io ho una cena di lavoro, sai quelle cose molto ice (?)un po' pallose con tutti i manager
(cena da:"er Pallotta" alla Garbatella ,che mia nonna Lola fa 83 anni)
-Be', noiosa però interessante. E chi c'è?
-Mah....così...Tronchetti Provera
(mio zio Oreste)
Giovanni Malagò
(mio zio Gianni)
-Cavolo...e poi?
- Susanna Agnelli
(Lola)
-Susanna Agnelli?? Io la stimo tanto...una donna coraggiosa, intelligente
(Ah, però, vedi...)
-leggo sempre la posta del cuore su Gente
-Ah...

-Domani ti va di fare una partitina a tennis al mio circolo?
-Grazie, gentile...è che...domani ho lo squash con le mie amiche
(il tennis??a parte che sono negata, e poi non mi vesto di bianco neanche al mio matrimonio)
-allora dopo vieni per un apertivo bordo piscina..c'ìè tutto il jet set
-
ah, bello...e prende il volo?
-..chi
-
il jet set..........

-Vabbè, vado..ho la macchina in doppia fila
-Ciao
-
Ciao
 

postato da: MrsOlga alle ore 12:10 | Permalink | commenti (5)
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