lunedì, 19 giugno 2006

A proposito..

(a settembre mi sposo)

(Errata corrige: FORSE. Ricevuta proposta matrimoniale.
Attendo consigli sui criteri di valutazione).

(Precisazione: lo spasimante è uno di voi. La proposta anche se virtuale è seria. In arrivo anello con diademi 12.678.983.456.231 carati. Scoprite chi è)

Aggiornamento dell'ultim' ora: vorrei scrivere un post ma mia sorella mi ha rubato il mouse, e senza mi sta venendo l'artrite al braccio

postato da: MrsOlga alle ore 12:21 | Permalink | commenti (157)
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venerdì, 16 giugno 2006

Lancio la telecamera all'Uomo del Monte e lo colpisco in piena carotide. Don Carlo campeggia dal pulpito e mi guarda minaccioso. Mi appropinquo con passo sciancato verso l'altare: per via delle scarpe, ho i piedi ormai in stato di avanzata cancrena,  le stimmate, e vedo San Paolo che fa' la moltiplicazione della focaccia con la nutella. Praticamente posso già aspirare alla beatificazione.
Mi sistemo il microfono, e mi viene l'istinto irrefrenabile di dire qualche boiata megagalattica, tipo:
- Siete caldi???
-Cantare la macarena incitando gli astanti alle mosse
- staccare il microfono, piazzarmi al centro della navata e urlare: "Modello numero quattro:...Giuditta!!"con tanto di sfilata e alzata di gonna

Guardo la Nutria. I suoi ochioni commossi da roditore infognato mi fanno desistere. Devo controllarmi, ecchecavolo. La Cosa sobbalza. Ora no,ora no,ora no..Cazzo, resisti...Credo che la Cosa soffra di aerofagia.
Il libro della redenzione è lì, aperto sul leggio.
Primo dilemma: devo dire: "Seconda lettura??" Cerco di sfoderare i miei ricordi da seconda elementare, ma la memoria  è completamente obnubilata, i miei neuroni fanno i bastardi e tirano fuori solo frasi irriferibili di canzoni degli Squallor e turpiloqui di vario genere.

Seconda lettura. Dalla Lettera agli Efesini.. (segue colpo di tosse con risucchio di narice, impossibile a rendere via blog, ndr)
Con voce flebile sibilo:

15
Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; 16profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. 17

A questo punto mi comincio a gasare. Il tono apocalittico e autoritario del testo mi galvanizza. Mi sento un po' padre Ralph un po' Marzullo (anche se non credo ci sia molta differenza). Alzo la voce e tuono:

Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio!!!!.

(sono lanciatissima, in pieno ruolo inquisitore, credo che Innocenzo IV sia entrato in me, punto perfino l'indice  accusatorio verso nonna Luigia che mi guarda interdetta)

18E non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito!!!!!!!!!!!! 


19
intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, 20rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo!!!!!!!!!!!!!!.

Nella chiesa è calato il silenzio. Mi volto verso don Carlo: quello mi fa il segno di ok col pollice alzato alla Fonzie. Epperò, figo....
Continuo fomentatissima. Ormai non capisco nenachequello che leggo, sono nel pieno della sindrome da pulpito. (anche detta: morbo di Mastella).
Urlo con tutte le mie forze con acuto alla Callas:

21Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!.

22Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; 23il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 24 (* a questo punto nonna Luigia esprime un costernato: "oibò")....E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!.

La curva nord degli uomini si alza in piedi. Standing ovation.
Per due minuti mi crogiolo del successo, lancio baci, sorrido ai fotografi..
Poi, però, quando il sole comincia a rischiarare le nebbie della mia mente, il sangue raggela, si rattrappisce, assume la forma di quattro salti in padella Findus...
Omioddio...ma cosa ho letto...

Continua...

postato da: MrsOlga alle ore 21:18 | Permalink | commenti (34)
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giovedì, 15 giugno 2006

D'un tratto la folla si accalca all'ingresso. Un Maggiolino bianco si ferma davanti alla chiesa. La Nutria da dentro sorride a una schiera di fotografi che manco al matrimonio di Totti. Per scendere dall'auto ci mette circa 45 minuti. Ha un vestito colore variegato di crema della cart Dor, è a metà tra Rossella Ohara e un pandoro, per intenderci è uguale uguale a quella della pubblicità Peroni solo con meno tette e più canini. Lo strascico si espande sul sagrato tipo blob. Ci inciampano in ordine: un tecnico delle luci vestito come Al Pacino nel Padrino, nonna Luigia causa elegantissime dottor Schulz ai piedi, una damigella con inguardabili capelli alla Shirley Temple.

Quando scende, la folla si esprime in un ohhhhhhhhhhhhhhhhhhh corale, ed è tutto un tirare fuori i fazzoletti, e smocciola di qui, e scatarra di là. MrsOlga ne approfitta per piazzarsi in un lato oscuro della chiesa e fare le riprese senza a sua volta essere immortalata, praticamente impossibile: 200 invitati,200 telecamerine, ma soprattutto 200 futuri inguardabili filmini. Sarebbero pronti a tutto, pur di avere l'inquadrature migliore, sono nel pieno di un delirio di onnipotenza da Muccino. Si accalcano, lanciano calci agli stinchi, gomitate inguinali. 
La Nutria avanza al ritmo di un passo al minuto,e ogni metro conquistato lo strascico fa un paio di vittime. Dall'altra parte lo sposo è colto da un attacco narcolettico.
Dentro la chiesa sembra di stare in un frigobar, c'ho le stalattiti sotto il naso e una fiatella che potrebbe uccidere un muflone. Un misto di caponata e grisbì. Chiedo una gomma all'uomo del Monte, quello per tutta rispo
sta per solidarietà mi alita una fetitudine che manco Franchino di Fantozzi, e perdo l' uso della parola per una mezz'oretta.

La cerimonia comincia. Durata complessiva: 1 ora e 45minuti. Al 50esimo minuto segnalo uno scaccolamento della narice sinistra da parte dello zio della Nutria. Al 55esimo un imbucato mi fa ciao ciao alla telecamera. Al 64esimo nonna Luigia legge di soppiatto la posta del cuore di Gente. Al 72esimo due ex compagni di liceo dello sposo tentano il rimorchio coatto delle cugine della sposa.  All' 81esimo il corpo pachidermico di Giorgio (il marito di Minki, detto anche "S'è fatta na certa") si accascia efinitivamente sul poggiamano. Al 90esimo, proprio mentre sto per zoommare sulle tonsille della Talpa, qualcuno mi spintona. Ao', devi annà a legge, tocca a te..E' il mio momento. Quello della redenzione. Mi sento come in Jesus Christ Superstar

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domenica, 11 giugno 2006

Sul sagrato c'è un meeting geriatrico in stile vittoriano.  E' un via vai di cappellini e spalle scoperte da prima ippica, peccato che faccia 7 gradi e tiri la bora, il maestrale, sei sette monsoni. La mamma della Nutria che non ha ancora smesso di piangere da quando l'ho immortalata con il book fotografico della figlia, mi corre incontro a braccia aperte cercando conforto. Indossa un vestito blu elettrico alla Charleston ha i capelli cotonati rossi e una testa che manco Homer Simpson. Con movimento alla Pelè la smarco e mi appiovro nelle braccia di un lontano prozio della Nutria che non ho mai visto e che mi bacia e abbraccia per default.
Identifico lo sposo,vestito in mezzo tait che poi invece era un tait intero, nel senso che c'aveva proprio tutto, pantaloni e giacca e gilet. Zoommo sull'occhio vitreo e sull'occhiaia da panda australiano. Dichiara alla telecamera di essere tranquillissimo, poi si blocca, con aria interdetta dice: "Oh, santissima Vergine, ho lasciato lo stendino con i panni in balcone"  fa uno scatto alla Mennea verso i campi ma viene elegantemente agganciato e trascinato indietro dal padre della Nutria che per pagare il matrimonio nel frattempo ha pignorato la casa.

Entro in chiesa addobbata florealmente in stile finale di Sanremo (Non io, la chiesa). Colta da un raptus sentimental-bucolico, immortalo pistilli e calici, stringo sui petali, sfumo sui gambi. I questa estasi mistica da Interflora, mentre sto per evocare Concato, una voce si staglia nella mia coscienza. E' una voce che conosco. Familiare. No, non può essere. Non DEVE essere.

Don Carlo è il prete della mia parrocchia. Mi ha conosciuto nella fase pastorella del presepe, quella tra il periodo della Barbie pattinatrice e la scoperta dei pompini. Una fase durata due tre mesi (non quella dei pompini) in cui mi ero votata all'ascetimo e a tesi millenaristiche da mago Do Ascimiento. Una fase i cui andavo in giro vestita da piccola fiammiferaia professando l'amore universale tra le genti (anche ora, ma in un'altra accezione, poi vi spiego).
Don Carlo, che  non mi ha mai perdonato la svolta atea a favore dei fenormoni, si aggira per la Chiea stringendo mani e cercando di evangelizzare pure un paio di gechi, intercetta nonna Luigia e gli attacca un sermone sull'apocrificità del Vangelo di san Tommaso Apostolo, nonna Luigia lo scruta crucciata, lo scambia per un testimone di Geova e gli molla 50 centesimi. Ma quello non demorde. Nel frattempo mi sono mimetizzata tra un cesto di fiordalisi della Tanzania. A quel punto nonna Luigia mi avvista e mi urla da lontano: "Chi cavolo è sto scassamaroni???"

Porcaccia Gegia in cariola, mi ha beccato. Esco allo scoperto. Don Carlo accenna un sorriso bonario. Le alternative a questo punto sono tre:

- Dico: "Lo sa che con questa tonaca assomiglia uguale uguale a  don lurio?"
- Fingo una redenzione sulla via di Damasco
- Mollo un bestemmione e non se ne parli più

Ma lui è già partito con il pippone sulla pecorella smarrita. Che dovrei essere io. La pecorella. Beh, effettivamente una parabola su una mucca non c'è.  Non soddisfatto, democraticamente don Carlo mi molla la seconda lettura. Cioè, IO ossia MrsOlga, che sto alla Chiesa quanto Maria de Filippi alla femminlità, IO dovrei salire sul pulpito e leggere la Bibbia?????  La Cosa si agita..

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mercoledì, 07 giugno 2006

L' Uomo del Monte inchioda davanti casa della Panicucci dei poveri. MrsOlga cioè io cioè me medesima rotola e si arena tra il tappetino e il cruscotto. La Panicucci de' poveri sinuosa e con placida calma tacchetta fino alla portiera. Ha un vestito marrone-mais-tostato e un wonder bra supersonico che la dota per la prima volta nella sua vita di un paio di tette normali. Alle spalle uno scialle (preso in usufrutto dalla madre della Lollobrigida de' noartri) tempestato di luccichii dorati che la avvolge tipo mantello di Zorro e degli occhiali da sole modello Anastasha.

La formazione è la seguente: le due fashion girlsssssssssss dietro, io e l'Uomo del Monte davanti. L'Uomo del Monte guida che manco mia zia con la cataratta in mezzo alla nebbia. Ogni cinquanta metri inchioda, crea il panico tra le automobili, un paio di incidenti mortali, e poi riparte a 130. Dentro sembra di stare sul tagatà. A ogni frenata la Cosa ha un sussulto. Spero siano solo scosse di assestamento e non il preludio dell'apocalisse. Mi lego con la cintura di sicurezza e mi aggrappo ai poggiamani, che tra l'altro fa molto fetish.

 Abbiamo la cartina facilitata, quella per intelligenze sottosviluppate, con tutto il percorso e le freccette che partono da casa e arrivano a destinazione. Ovviamente sbagliamo strada una trentina di volte. L'Uomo del Monte inchioda davanti a una carovana di moldavi mollati da un pullman in mezzo all' autostrada. Le loro teste arrivano altezza gomme della jeep. Lucianone si sporge. Con una lieve inflessione romana, chiede: Nunèchesapetendostastoposto...via...via...comecazzosechiama???? e mi guarda con fare interrogativo. Strabuzzo gli occhi. Sembriamo Jessika e Ivano. Quelli arretrano atterriti. Lui li sbalordisce con una grassa risata e sgomma via.

Dopo essersi girati tutti i paesi della Ciociaria, Lucianone e MrsOlga accusano un preoccupante calo di zuccheri. Sono circa 45 minuti che non mangiano e MrsOlga ha in attivo calorico solo un cornetto, un succo di fruttta, due tramezzini e una caponata. L'uomo del monte alla vista del "Ristorante del curvone" posizionato sulla curva a gomito dell'inversione a U dell'autostrada (vista panoramica sui cartelli dell'A1) mi guarda e con occhio languido da intesa propone il pit stop. Ma le fashion girlssssssssssss dai loro 48 chili di grasso hanno da ridire, che è tardi e chenonresisteteunpaiod'ore???? . E' chiaro ache a forza di andare avanti a carote e ananas hanno rimosso il concetto della fame chimica. Lucianone in un momento di anarchia apre lo sportello con la macchina in corsa, si lancia al volo, agguanta in un bar un pacco famiglia di grisbì al cioccolato fondente e riprende la guida.
Lancio 3 grisbì nell'esofago moldello frisbi.


La Chiesa è una basilica incastonata sotto un dirupo di tufo, che a piedi manco Indiana Jones. Quando arriviamo, ci si presenta un parterre da Marta Marzotto...

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categoria:le fashion girlsssssssss
lunedì, 05 giugno 2006



La Cosa mi guarda. Ho 30 secondi netti per montarla. Durante le prove nei giorni precedenti il miglior tempo è stato di 1 min e 42". L'unica alternativa è tentare la conciliazione. Provo con il dialogo e le carezze. La Cosa non sembra opporre resistenze. Inserisco le coppe e con una tripla piroetta alla Carla Fracci mi arrotolo i lacci attorno alla vita.  Funziona. Sono insaccata dentro la Cosa, che mi blocca qualsiasi tentativo di circolazione sanguigna. E' presto chiaro che mi sono interdetti alcuni movimenti, come la distensione dell'avambraccio destro, la roteazione del malleolo, l'occhiolino, e l'alzata di ascella. Però cavolo il risultato è sorprendete: le mie POPPE stanno in su da sole.

Guardo l'orologio: è tardi. Così imbracata, arraffo quel centinaio di cose che mi servono: telecamera in una mano, giacca nell'altra, borsetta di pizzo ricavata da alcune vecchie tende dismesse arrotolata intorno al collo, scialle in testa, caricabatterie della telecamera tra i denti. Driiiiiiiin...(cazz..il cellulare)scendiiiiiiiiiii!!!!!!! Provo a farfugliare qualcosa, ma il filo del caricabatteria punta pericolosamente la trachea ed esce fuori solo un gemito rantolante.

Ovviamente l'ascensore è bloccato. Inforco a cavalcioni il poggiamano della rampa di scale  e me la faccio tutta di culo modello Bridget Jones. Atterro sui piedi della portiera che mi ramazza il vestito. Le scarpe sono nuove, a punta, tutte imbrillantinate: uno svaroski mi si conficca tra il medio  e l'anulare. Dico qualcosa in mandarino.

Sotto casa mi aspetta la Lollobrigida de' noartri in grande spolvero: vestito rosso con strascico che parte da viale Mazzini e arriva a ponte Milvio, sembra Una sirena a Manatthan. Ha il volto carbonizzato dalle lampade e delle scarpe fetish alla Cleopatra che le si avvinghiano sul polpaccio.
Vivino a lei c'è Lucianone, una specie di Uomo del Monte Ha un tait grigio impeccabile e una leccata di vacca sui capelli. E' tardi, è tardi, urlano da lontano in stile Bianconiglio di Alice nel paese eccetera. Percorro gli ultimo 30 metri galoppando all'impazzata, perdo in ordine: lo scialle, una trentina di svaroski, un moschettone della Cosa, e mi lancio a pesce con tuffo acrobatico nella jeep con motore acceso di Lucianone, che sgasa e parte scoattando.
I primi due chilometri me li faccio così, la portiera aperta, i polpacci fuori, il cambio tra le gengive...

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sabato, 03 giugno 2006

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere e non avete mai saputo sui retroscena del matrimonio della Nutria (con finale a sorpresa)

Ore 11. MrsOlga  si presenta a casa della Nutria telecamerina incorporata accesa. Dlin dlon. Apre la madre della Nutria (nutria major) con tanto di kimono e bigodini tipo Mafalda. "Spegni la telecameraaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!" urla l'indemoniata. Ma MrsOlga è inflessibile. Parte con un primo piano sul bigodino.
Obiettivo di MrsOlga in versione Gabanelli di Report: realizzare un dossier sul matrimonio della Nutria. La Nutria si presenta con sottoveste Christian Dior e occhiaie viola e verdi pistacchio. "Sto tranquilla" sentenzia accendendosi due sigarette contemporaneamente.
La casa è in fibrillazione: il telefono squilla che manco l'144 alle due di notte. E' tutto un via vai di fiorai, fotografi, damigelle. A un certo punto arriva un pony express . Viene scambiato per il prete e lo obbligano alla foto con la nonna.
Nonna Luigia è vestita a festa con le dottor Schulz ai piedi. Mi rilascia un'intervista che manco Sofri dal carcere. Non vuole truccarsi, ma la Nutria ha disposto che il colore del  maquillage di tutte le ultra settantenni debba essere pandant con il bouquet, e così Luigia bestemmiando  passa sotto trucco e parrucco.
Chiamano dalla chiesa: avvertono che alle 18, subito dopo il matrimonio della Nutria, è previsto un allegrissimo funerale. La Nutria sta per scoppiare in pianto, ma il truccatore che c'ha una cassetta con 122 pennelli che manco Michelangelo, lancia un urlo alla Platinette con sculettamento e mossetta di mano incorporata: "ma sei paaaaaaazzzzaaaaaaa!!!!!Mi si rovina il trucco!!"

Nel frattempo è arrivato l'operatore ufficiale. Come a dire: altro che quella sega di Mrsolga.Lo prendo come un affronto. Mi sento defraudata ingiustamente del mio ruolo di videoreporter. Mentre quello sta là ad armeggiare con diaframmi (??), grandangoli, luci, veline,  che manco il set di Guerre Stellari, gli lancio l'obiettivo nella torta nuziale. Tiè.

Con passo felpato inseguo la Nutria major. Il mio scopo è quella di farla piangere prima del matrimonio della figlia. Le faccio smontare l'armadio alla ricerca dell'album di foto di famiglia.. La prima foto è la Nutria in versione cucciolo di roditore con pannolino griffato Prada. Un singhiozzo soffocato mi fa intuire che ci siamo. Un secondo dopo la Nutria major spruzza acqua tipo Fontana del Carmine. Zoommmmmmmmo sull'occhio acquoso e poi mollo la signora Nutria da sola col suo dolore.

Nel frattempo per la Nutria è l'ora del parrucchiere. Forcine, mollettine, laccini. Le costruiscono un'impalcatura sopra la testa. E a ogni pettinata una vaporata di lacca. Dopo due ore i capelli  sono imbalsamati e ogni forma animale nel raggio di 10 chilometri definitivamente estinta.

Dlin dlon. Arriva il fioraio. Porta delle rose rosse con un biglietto da parte di Luca (il futuro sposo). Una cosa romantica, assicura. E quasi me commovevo pure io. A proposito, commendado', ci sarebbe quella fatturina....ecco, sì, le rose bianche e i non ti scordar di me e ...nun se preoccupi, petali a gogò, come se piovesse..2.200 euri tondi tondi..metta 'na firmetta qui..grazie commendadò Il padre della Nutria firma assegni che manco Rockfeller. A un certo punto entra pure un tizio che ha sbagliato piano e il padre della Nutria gli appioppa un pezzo da cinquecento euro.

Cazzo, cazzo: è tardi!!!!!! MrsOlga deve ancora tornare a casa e prepararsi, che presentarsi a un matrimonio in infradito e pantaloncini da mare non è il massimo del fashion.
Sbraitando e imprecando raggiungo la macchina, faccio fuori una vecchietta all'uscita di u supermercato ma dribblo egregiamente una famigliola in vacanza con tanto di borse freezer con frittatona di pasta al seguito. Entro in casa, con una mano mi infilo il vestito, con l'altra mi trucco, con un magistrale tocco di tacco lancio la collana in aria  e la infilo di testa. Tempo record: 5 minuti e 16 secondi.
Ma c'è qualcosa che manca, me lo sento. Cosa mi sono dimenticata, porca zozza....Ma certo,  lei, La Cosa.  La Cosa è là, in un angolo. E mi guarda....

Continua...

 

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