Ci sono degli attimi in cui una molecola la più vicino all'anima collassa. Davvero, giuro, lo sento: sono dei secondi, uno, due, tre, li posso scandire, ora, nitidi. Le sensazioni le vedo, bene, benissimo, sono sospese..sul serio, dico : sono ammucchiate e incastrate e faccio fatica a distinguerle, e ho l'esatta percezione che rimarranno là, avvinghiate l'una con l'altra così per sempre. ..dove sono cominciate, e quando, e io c'ero?.. ma certo che c'ero, e ci dovevo pur essere solo che non me ne sono accorta,... E ora, che si fa?..forse dovrei smuoverle, dargli un ordine inverso....magari soffiarci, farle vacillare e vedere cosa succede..la responsabilità così sarebbe equamente divisa tra me e il caso..insomma cazzo fai qualcosa.
No, non voglio spostare niente. Non ora. E' tardi. Non più.
Ora invece vorrei fumare, è stupido lo so. Quando sento che le cose finiscono ho voglia sempre di fare qualcosa di banale e idiota o solo mio o tutto insime, banale-idiota-solo mio. Ucciderei per una sigaretta. Ma il bar è chiuso, e ho paura che se mi muovo si sposta tutto. Quando c'è quell'attimo in cui sento che qualcosa finisce, ho bisogno delle Cose. Della nicotina, del cancro. Mi farei divorare da qualcosa, piuttosto che questa erosione, lenta, con questa insensata attesa del nulla.Odio la parola fine. Preferisco anticipare che sentirmi così, terminale. Sentirsi terminali è ingiusto e per niente divino. Forse mio padre ha una sigaretta ma lui fuma quelle Capri da mezzo uomo che domani mi raschiano la gola.
Non riesco mai a raschiare il fondo. Anche questo stilicidio di un dolore che non è mai dolore sul serio non lo sopporto. Si accumula, si accumula, lo tratto bene, sapete? Con reverenza e dandogli del Lei: "Non soffrirà mica troppo, vero? E lo vuole del te' con buan buona dose di menefreghismo misto a onor del vero con voltata di spalle?"
No perché come volto le spalle io,nessuno, eh..e lui, il dolore accumulato ma che sta lì viziato e miagolante che oramai è diventato una checca odiosa, lo sa, eccome. Mai che si incazzasse sul serio, che bestemmiasse e mi tirasse per i capelli trascinandomi per strada, mai che mi infilasse due dita in gola per farmi vomitare, cazzo, fammi urlare, sbraitare, strappare e mordere e dilaniare,una volta...e invece te ne stai lì, con la vestaglia rossa, il sigaro, e hai pure quell'aria un po' avvilita un po' sarcastica di chi lo sa, lo sapeva...mai che implodessi..implodi, dai..ti prego, implodi.....
Non implode nè esplode mai niente in me.
Neanche questo post.
Non so se sia giusto scriverle qui, queste cose. Forse sì, perché qui sono cominciate.