domenica, 26 novembre 2006

Che poi a me la campagna mi è sempre piaciuta. Che vorrei invecchiare sotto un cedro, tra un'amaca e un pozzo da cui guardare dall'alto per sentirmi un po' bambina, a novant'anni. E cenare sotto la luna, e scrutarla dal biccheire di vetro. Uno di quei bicchieri grandi, comprati a un mercatino, dove si sono posate sopra altre labbra, labbra di contadini, uno di quei bicchieri che più li lavi più sanno di scaffali e polvere.
E rimanere giornate a perdere il tempo, ma non come mi capita ora, che non ne ho rispetto, e lo lascio andar via per capriccio, ma perderlo con cura e gentilezza, come lo perde un' anziana, che non ne ha più molto.
Vorrei una poltroncina rossa, comoda ma piccola, che mi avvolga come una mano, e osservare il silenzio, senza averne più paura.
Vorrei un tavolo grande di quercia, con i buchi dei tarli grossi come ciliege, con i piedi quadrati a reggere la terra, con trenta sedie di vimini, ognuna diversa dall'altra, con i filamneti saltati come le corde di una chitarra, e guardando ogni sera una sedia per volta, chiamare alla memoria un volto, una storia, una vita.
Ti ricordi di Paolo? Sì, ricordo. Aveva la erre moscia e le mani da chirurgo, e un passato lontano, chiuso nei cassetti, e quando lo tirava fuori piangeva, piangeva.
Vorrei camminare scalza, sporcarmi i piedi di fango e le mani di ruggine, e accarezzare gatti di fantasia. E invecchiare un po' incolta come l'erba, ma con compostezza e dignità, in mezzo al vento e ai platani.
Vorrei cominciare mille libri che non ho mai letto e non finirne neanche uno, perché le storie lasciate a metà mi fanno sentire un po' eterna.
Vorrei un letto semplice e bianco, da sgualcire per sentirmi viva. E anche una pentola di rame annerita sul fondo, che sa di polenta e mele.
Le foto non le vorrei, che le foto sono spietate e odiose, con quella stupida pretesa di mettere il passato in vetrina.
Vorrei starmene un po' così, a cercare di vedere quello che non ho mai visto. A giocare con me, a ridermi su, a travisarmi e  se ci riesco, a perdonarmi.

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categoria:storie
mercoledì, 22 novembre 2006

The end

Scena del film:

-Lei: mi dispiace, ma non possiamo più. Ci abbiamo provato, ma io non posso più vivere così, tra i tuoi silenzi e le assenze, amando un fantasma. Ho provato a parlarti, ma siamo lontani e distanti e io nella tua vita non ci sono mai entrata. Solo ora me ne accorgo. Solo ora mi accorgo delle mie illusioni. Solo ora capisco quanto siamo stati e siamo soli. Ed è così assurdo sentirsi soli quando si ama, anche se l'amore a suo modo riscalda il cuore, e comunque da domani avrò più freddo. Addio
("addio" pronunciato al gate di un aeroporto, lei si volta in moviola, si intravede una lacrima, e scompare nel tunnel che la inghiottisce. Lui rimane fermo, per un minuto, gli occhi di ghiaccio).
-
Lui: Aspettaaaaaaa.........!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(prova a forzare il blocco, fa fuori due della sicurezza aeroportuale a colpi di karate, salta  le barricate, mette ko uno gruppo di poliziotti incazzatissimi, spranga a colpi di spallate una porta, imbocca sulla pista, dribbla un Boeing 747, fa fuori il pilota di un'automobilina, guida all'impazzata fino all'aereo, che però è in partenza, si arpiona al volo a un punto della pancia, si fa tutto il viaggio Roma-Parigi così, lo centra uno stormo di piccioni in bassa quota e in alta  un fulmine, atterra all'aeroporto di Roissy e anche se è sopravvissuto all' ibernazione è bellissimo,fichissimo, tutto issimo, lei scende dalla scaletta, lui le si getta ai piedi e fa..)
-
Senza di te non posso vivere. Ti amo

Bacio

Scena della vita reale:

-MrsOlga: mi dispiace, ma non possiamo più. Ci abbiamo provato, ma io non posso più vivere così, tra i tuoi silenzi e le assenze, amando un fantasma. Ho provato a parlarti, ma siamo lontani e distanti e io nella tua vita non ci sono mai entrata. Solo ora me ne accorgo. Solo ora mi accorgo delle mie illusioni. Solo ora capisco quanto siamo stati e siamo soli. Ed è così assurdo sentirsi soli quando si ama, anche se l'amore a suo modo riscalda il cuore e comunque, e da domani avrò più freddo. Addio
(addio pronunciato sulla Tiburtina, nella Panda di lui. Il cielo è nero, diluvia, e i trans accendono un focherello per scaldarsi. Lei si volta in moviola, le scende una lacrima..)
-Aspetta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
-
Sì?........................................................
-Al fantacalcio, il giovedì, ti ci conto ancora?????

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categoria:storie, trentenni, quarantenni
lunedì, 20 novembre 2006

Lesson namber tu (2)

Al momento dell'incontro, evitate di presentarvi con regalini patetici e soprattutto chiaramente riciclati, tipo  la foca monaca del Trudi con lo sguardo  bastonato regalatavi da una votrsa lontana prozia nel 1984, e state lontani dalla confezione di Baci perugina avariati parcheggiata in cantina e diventata la sede delle termiti operaie del quartiere I fiori possono andar bene, ma vi supplico, un po' di fantasia: i fiori di campo sono informali e funzionano, ma non deturpare i giardinetti comunali che un mazzo di margherite costa 5 euro spilorci che non siete altro. E se proprio non c'avete fantasia, passi anche la rosa rossa, ma non quella dal marocchino che appena la prendi in mano si accascia su se stessa e vieni colta dal pessimismo cosmico.

Scegliete un localino intimo e discreto: evitate vi supplico i ristoranti per matrimoni sull'autostrada solo perché c'avete i buoni pasto o avete vinto un primo con i punti dell'Autogrill. E sono d'accordo che la cucina casareccia sta tornando di moda, ma se mi porti la prima sera da Enzo er bujaccaro, con la tovaglia a quadretti unta e le forchette col tartaro del cliente precedente, scusa, mi dispiace, ma io non te la do' e non è che me la tiro è che mi si ammoscia l'ormone.
Evitate però anche i posti troppo formali ed eleganti, dove per capire quale coltello devo usare devo risolvere il paradosso di Zenone e se chiedo una Coca Cola il cameriere mi schifa, e dove per ordinare una banalissima pasta e patate ci metti un quarto d'ora e devi prendere lezioni di provenzale.

ATTENZIONE: quando entrate nel ristorante, E' VERO che il galateo impone all'uomo di precedere la donna, ma non ha MAI, dico MAI previsto che la donna rimanga spiaccicata alla porta tipo medusa sullo scoglio.

Nella prossima puntata il Kamasutra a tavola

Continua.....

postato da: MrsOlga alle ore 13:38 | Permalink | commenti (45)
categoria:il manuale di olga
giovedì, 09 novembre 2006

Come promesso qui, Mrsolga che è una di parola vi illumierà su un argomento di interesse internazionale:
Come uscire con una donna la prima sera e farsela dare

PRIMA LEZIONE: PRELIMINARI

1. Offritevi di andare a prendere la donna, SEMPRE E COMUNQUE, anche se abita dall'altro capo del raccordo e ci mettete 3 ore e 45 minuti  e  smettetela, vi prego, che siete patetici, di cercare solidarietà nel  casellante chiedendogli cosadevefareunpoverocristoperunatrombata, che un tempo i cavalieri dovevano uccidere draghi e mostri e ciclopi a 18 teste e poi spuntava Giove trasformato in una giumenca ed erano cazzi, eh

2. Se la donna preferisce venire con i propri mezzi, non vi scoraggiate: non significa che non ve la darà, anche se effettivamente a guardarvi bene farebbe meglio a non farlo, ma solo che magari si sente più rassicurata o FORSE a ragione gli sta sulle palle quel cazzo di titti spelacchiato con con arbre magique incorporato al pino silvestre che pende dal vostro specchietto dall'85 e che impregna la macchina di un odore di carcassa di piccione.

 3. Non me ne frega niente che quei mocassini marroni sono stati prodotti da un artigiano svedese cuciti con la mano sinistra e rifiniti con la detsra più salto carpiato triplo e che li avete pagati un occhio della testa: fanno cagare, sono out e soprattutto senza calze è istigazione al suicidio (Corte di Cassazione, 16-5-2003).
Evitate la tuta, le camicie aperte fino all'ombelico con pelo in vista, i calzini arrotolati alla caviglia (omioddio orrore e raccapriccio) ma soprattutto: LA CANOTTA SOTTO LA CAMICIA, che in questo caso scatta la penale del Tribunale dei diritti dell'uomo.
Evitate anche di presentarvi con l'abito dei matrimoni, giustificandolo con l'inflazionatissima  scusa: Sai, sono appena or ora uscito dal lavoro, che

-uno: uno che si veste così al lavoro non si capisce perché non lo licenzino
-due: il punto due non lo so ma c'era

E poi, evitate di esagerare con il profumo, che non ottenete l'effetto Richar Gere, ma quello trans sulla Prenestina

La prossima puntata su questi schermi

 P.S. Dal presente post sono esclusi i casi patologici, tipo: dugongo,  ace e pindaro. E questo perché sono buona, eh..

 

 

postato da: MrsOlga alle ore 16:44 | Permalink | commenti (119)
categoria:so propio trendi, il manuale di olga
domenica, 05 novembre 2006

PRECARI DI TUTTO IL MONDO

L'appuntamento è uno di quelli a cui MrsOlga non può mancare: 4 novembre 2006, manifestazione dei precari. Alle 13.30 MrsOlga in versione Che Guevara telefona a pindaro:

-Pindaro, lo capisci, non possiamo mancare, il Paese ci chiama
-Non so...non è il momento ora
-No, dico, è l'appuntamento con la Storia, eh??? E poi noi siamo precari, e dobbiamo urlare i nostri diritti
-Olga, calmati, è tutto lecito, è che, sai, non so...
-Senti, capisco le tue remore. So che come me sei disilluso, che questa società sta succhiando anche a te tutto. E che non ti è rimasta neanche la forza di combattere. Ma dico io, vogliamo stare con le mani in mano mentre ci negano i nostri diritti, mentre ci derubano del nostro futuro, e calpestano quello dei nostri figli, ehhhhhh????? No, dico, cosa ti trattiene, avanti..
-
A dire il vero...
-Su, pindaro, avanti, vomitami pure addossoil tuo rammarico
-No, senti, Olga, è che io veramente c'avrei..c'avrei..
-lo so che avresti dei dubbi, ce li ho anch'io cazzo. Sarà la solita storia che si ripete. Però è sempre meglio di niente, no????
-
LA LASAGNA, OLGA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!NO, DICO, C'HO LA LASAGNA CHE MI ASPETTA
-Ma quella agli spinaci di Agata??
-

-Oh cazzo..
-
Dai, vengo, ma un po' più tardi..magari facciamo alle 14.30, eh?
-Ok
-Ok

Ore 14:30. Arrivo in scooter a piazza della Repubblica. Oggi vista l'occasione mi sento molto Gandhi e in un raptus di  senso civico invece del solito parcheggio selvaggio  in obliquio su una ruota sola sulle strisce all'incrocio, entro in un'area apposita. Ci sono le strisce blu. Sto per mettere il cavalletto, quando una voce partenopea mi ferma: "Signori', e mica mi potete futtere tutto lo parcheggio...che qui ce ne stanno due di macchine...e fateme lu piacere, metteteve qua".
E' il parcheggiatore abusivo, figura leggendaria di qualunque manifestazione che si rispetti: rigorosamente napoletano, arriva direttamente da Scampia con il treno delle 6.30, vince per eliminazione diretta una guerra camorristica per l'accaparramento del territorio con altri 42 napoletani selezionati, si pianta sull'area protetta e per la modica cifra di 3 euri ti chiede il pizzo per la macchina parcheggiata sulle strisce blu per le quali tu hai già sborsato due euri l'ora. Vabbè, penso, in fondo è precario pure lui.E mi metto dove mi ha indicato. A due metri, un plotone della polizia guarda la scena. 
"Ue', signorì', per il motorino so' due euri". "Due euri??? per il motorino???Ma che bella faccia, che c'ha...ma scusi, ma non si vergogna?? Lo fa anche davanti alla polizia. E quelli lì'
????"
"A signurì, qui è tutto un aumm aumma"

Aumm aumma
, mi ripete la voce nella testa mentre me ne vado.  "Signorina, va alla manifestazione da sola???" dice uno dei ragazzotti in divisa....
....Aumm aumma....


Aspetto Pindaro davanti alla fontana. Nel frattempo le mie orecchie captano idiomi poliglotti tipo:
1) la seguente conversazione al cellulare: "Ao', ndo staie...io stieng qui, in coppa alla funtana" 2)la voce  di un venditore dislessico di fischietti che dice a ripetizione: "Accattave lu fuischiettu del PRE-CA-TA-RIA-TO"con fischio 9000 decibel incorporato

Pindaro arriva vestito a metà tra Dustin Hoffman ne Il Laureato e Fidel Castro.
-Dio, ma come ti sei vestita???
-Lo so, lo so, non ce l'ho fatta a mettermi in stile da precaria...però c'ho provato, eh???
-
cioè, dico, se non te ne sei accorta siamo a una manifestazione di protesta organizzata dai Cobas, non a una festa della Santanchè

Ecco, che io questa cosa mica l'ho mai capita. Perché  uno per protestare deve essere di sinistra o di destra. Perché il povero non può essere bipartisan.  Perché se mi metto un montone e un tacco a spillo la gente mi deve guardare come fossi un gremlins. Ma soprattutto, perché per essere di sinistra devo puzzare, non lavarmi i capelli, farmi le treccine rasta ospitando una nidiata di piccioni dentro, vestire come un carrettiere e ballare come Frengo. Che a me lo ska mi fa Kagare. E  sto reggae che mi propinano a tutte le manifestazioni da quando c'ho 11 anni, m'ha fatto due maroni così.  Ecco, mo ve l'ho detto. E mi piace Battisti, sì, tiè. 

E poi sarei io la snob.

Pindaro:
Sai che ti dico? io me ne vado. Questa manifestazione dei precari mi sembra piuttosto precaria.

 

postato da: MrsOlga alle ore 22:12 | Permalink | commenti (34)
categoria:pre caria