mercoledì, 25 aprile 2007

 

Fassino ha detto: ringrazio Berlusconi della presenza
Berlusconi ha applaudito Fassino
Rutelli ha detto: tendiamo la mano all'opposizione
Berlusconi ha detto: tanti auguri al partito democratico, mi sembra una buona idea quasi quasi lo faccio pure io al centrodestra
Rutelli ha detto: epperò Silvietto non si fa così che Biagi è stato cacciato dalla tv
Berlusconi: cacchio allora mi scuso con Biagi davvero mi spiace un sacco è stato un lapsus
Biagi ha detto: ma si figuri non c'è di che

Ora, dico io,
non fa ridere per niente. LA VOLETE SMETTERE???????

postato da: MrsOlga alle ore 11:43 | Permalink | commenti (24)
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martedì, 17 aprile 2007

MrsOlga scorazza sul suo Kimko verde pistacchio a 40 all'ora (per il Kimko trattasi di alta velocità) in giro per le strade della capitale. Si è appena fatta fuori un cornetto al cioccolato più tramezzino funghi più spremuta. Per questo è moderatamente serena e soddisfatta della vita. Improvvisamente una raffiica crescente di pensieri negativi le mitragliano la testa:
1)guerra in Afghanistan (rattristamento generico)
2)  guerra in Afghanistan+ guerra in Iraq con retropensiero alla Somalia (faccia di olga con occhio all'ingiù)
3) tutte le guerre del mondo planetarie cosmiche (emoticon tristezza avanzata)
4) il buco dell'ozono, più annnesso senso di colpa per aver usato la lacca prima di uscire che tra l'altro l'ha dotata di una capigliatura alla seilor muun. (entrata in stato di depressione)
5)per assonanza col buco dell'ozono, quelli che si bucano e poi muoiono. (primi sintomi da sindrome della Franzoni)
6)per assonanza con quelli che si bucano, Mastella

Su Mastella, la Olga scoppia in un pianto ininterrotto a fontana con singhiozzo incorporato. Non vede più una cippa. Si ferma al lato della strada, scende e si accascia disperata su una panchina a piazza della Repubblica. Si fermano in ordine:

1)un pensionato ottantenne al 73esimo giro della piazza
2) un vu' cumpra' senza permesso di soggiorno
3) un'americana di 123 chili
e a seguire: una scolaresca di Brescia in gita turistica, il coiffeur di un albergo, il controllore del 93 .

La Olga a quella scena entra nella fase ipocondriaca ed emette dei singulti ininterrotti. Quando il pensionato dice: signorinasusunonfaccacosìchelavitaèbella, Olga propende irrimediabilmente verso il suicidio.
A quel punto con l'occhio acquoso intravede un'imagine, una pubblicità con le montagna e i prati e le mucche
Pensa in ordine:

1) che carine le mucche
2) mogli e buoi dei paesi tuoi
2) entrata nella fase bucolica: odore di margherite, cime innevate, mulini a  vento, faggiolicarotepizzelli
3)riconciliazione con il mondo-pisenlov-iopensopositivo
4) l'amore cosmico e universale delle genti delle razze e dei popoli degli usi e dei costumi e per finire special guest
3)  Mastella  mentre corre sui prati di Ceppaloni con sottofondo musicale casa nella prateria

La Olga scatta in piedi, sfodera sorriso congelato berlusconiano 182 denti, abbraccia le tette dell'americana, compra 32 collanine al vu' cumprà, si fa una pomiciata col nonno,
monta sul Kimko e sfreccia via, cantando A E I O U Ipsilon.

Il giorno dopo a Olga le viene il ciclo



 

 

postato da: MrsOlga alle ore 10:50 | Permalink | commenti (28)
categoria:storie, so propio trendi
mercoledì, 04 aprile 2007
Lei pensò che quella marmellata sapeva proprio di uva e fragole, e che Firenze doveva essere bella d'inverno, senza quel caldo invadente che le strizzava i capelli. Doveva essere come una specie foto in bianco e nero o un passato prossimo che non diventa mai remoto, qualcosa di lontano ma non troppo, sensuale e livido.
 Chiaverini, ripeteva dentro di sè.
 Sembra il nome di un ferramenta, lucchetti e chiavi, e combinazioni. 
Lui le passò la marmellata qua e là, in punti ortogonali che orano erano dolci e mielosi. Poi la assaggiò, con la cura di un pasticcere che per non rovinare l'opera, porta via un granello, uno solo, sotto, di panna e crema.
 Gli attimi sono più attimi quando fa caldo e fuori suonano le campane.
 La luce disegnava origami sul suo corpo.
 Lei intravide qualcosa sul muro, uno spezzone di vita qualunque. Bisognerebbe incatenare il tempo, in certi momenti a Firenze quando fa caldo. Bisognerebbe non lasciarlo andare, e rubarlo al resto, ai gesti consueti, alle frasi di circostanza, ai refrain di modo e maniera.
 Ma lui era troppo umano, e lei anche, e quando furono uno dentro l'altro, scordarono di essere infiniti.
postato da: MrsOlga alle ore 19:06 | Permalink | commenti (34)
categoria:storie