domenica, 13 maggio 2007

Domani, ossia per molti che leggeranno, oggi, una fescion girl livello 2 si sposa.
Ma cos'è una fescion girlss livello 2, direte voi??(Perché lo direte..)
Poiché caratterristica delle fescion girlsss lvello 1 è che si sono conosciute contemporaneamente alla nascita e fin da allora si frequentano, scambiando copie di vanity Fair con palline cinesi, una fescion girlsss livello 2 si caratterizza per essere in genere un'amica o una congiunta acquisita di una fescion girlsss primo livello, che ambisce ardentemente e segretamente diventare una fescion girlsss.
La suddetta f.g. II livello, di nome Susanna, ma che per ovvi motivi di privacy chiameremo con un nomignolo di fantasia, tipo: Susy, ordunque, si sposa.
Come tutti sapranno dalle precedenti puntate, niente è più importante per una fescion girlsss che si rispetti dell'evento del matrimonio. Prima di tutto, perchè sposarsi per una f.g. rappresenta un traguardo da raggiungere a ogni costo, senza il quale c'è solo morte, distruzione e abissi. E poi perché il matrimonio in sè  non è un matrimonio, è il matrimonio con la emme maiuscola, ma che dico matrimonio, è l'Happening degli Happening, ma che dico, è l'Evento degli ultimi 10 anni: è per questo che le fescion girlsss si sposano a distanza per l'appunto di 10 anni una dall'altra, e non, come vogliono le malelingue, perché non trovano un maschio disposto aggratise a congiungersi carnalmente con loro.
Ai matrimoni delle fescion girlssss arrivano frotte di gente da tutto il pianeta, invitate tanto per fare numero: lontani prozii, gente conosciuta in vacanza, imbucati, comparse. La popolazione di Monte Mario viene allertata, il parroco per l'evento benedice le case in segno di fertilità, e le campane suonano al miracolo.
Ora, come si evince da questo breve preambolo, un matrimonio che si rispetti è l'unica possibilità che una fescion girl livello II ha per aspirare alla transustanzazione in fescion girl livello uno.
L'iniziazione nelle sue prime fasi lasciava anche ben sperare:

la Susy risponde positivamente ai test delle fescion girlsss, con un 9 in depilatura dell'ascella e un 10-- a parimerito con la Lollobrigida de'noartri in leccata del medio e sfogliata della settimana enigmistica.

anche se il marito è secondario, il maschio prescelto soddisfa le condizioni di utilizzo:
-carta di credito American Express (il cui codice è conosciuto da almeno una delle fescion girlss) : sì
-pettorali: sì
-erezione del pene oltre i 10 secondi: sì

Tutto va per il verso giusto, fin quando la Susy non comunica alle f.g. primo livello la data del matrimonio: 14 maggio, un LUNEDI'...Tra le fescion girlssss si diffonde il panico. Ecco alcune dichiarazioni a caldo
"Omioddio, è' atroce e comunque sapevo io che non c'era da fidarsi" (la panicucci dei poveri)
"Mi sento male" ( Puddu)
"Questo non me lo doveva fare" (la Lollobrigida de'Noartri)
"Non è possibile, ma come si permette non sa chi sono io"(la Nutria)
"La querelo per danni" (MinkY)

Ora, dico io, le fescion girlssss hanno provato anche a capire, insomma, uno ce la mette tutta,  ma PORCAPALETTA, anche una banale desperate howswife sa che i PARRUCCHIERI di lunedì sono chiusi

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mercoledì, 04 ottobre 2006

Come se non bastasse con noi viaggia Benito. Benito non è un gatto, è un ammasso di peli cotonati. Ma soprattutto, Benito è nero. Salendo sull'aereo  lo avevo avvvistato, il bastardo, stipato in una gabbietta tra la porta del bagno alla turca e la valigia Louis Vuitton made in China dell'hostess russa.
Ero riuscita a nasconderlo alla vista della Lollo, avvinghiandomi a ventosa alla porta del bagno e fingendo un attacco di colite renale secondo grado della scala Mercalli. Per fortuna durante tutto il viaggio riesco a spacciare alla Lollo i miagolii per enfisema dell'hostess russa.

Il pilota atterra che manco Tom Cruise in Top Gun. Per la Lollo ormai ci vuole l'esorcista,  bestemmia in hindi e fa scongiuri a due mani nelle zone genitali. L'aereo cala in picchiata mentre il pilota quattordicenne si fa una lattina di Vodka absolute con l'hostess, che a noi c'ha appena rifilato del succo di arancia polacco scaduto. Facciamo gli ultimi 10.000 metri in 45 secondi

Non so come e perché, e per quale intervento divino, ma atterriamo. Sono stravolta, se avessi fatto sesso con l'uomo Tigre 18 volte di fila, sarei più riposata. Che a me l'uomo Tigre, non so se ce l'avete presente, quello dei cartoni animati, mi ha sempre fatto sangue.
Per riprendermi, decido di viziarmi con una specialità tipica siciliana, e nel desolato bar dell'aeroporto di Pantelleria  mi sparo un supplì cancerogeno prodotto tre mesi prima da un'azienda del varesotto e spacciatomi per arancino alla modica cifra di 5 euro e 30. Poi io e la lollo ci abbandoniamo esangui su una panchina fuori all'aeroporto. Sembriamo thelma e louise, ma in versione trash. Tutto intorno tira la bora.

Dopo 45 minuti di attesa vengono a prenderci Andrea e Alessandro (più al seguito due calabresi rimorchiate in una trattoria di Vibo Valentia) in pieno stile Briatore: camicia bianca sbottonata, pantaloncini pinocchietti a quadri, occhiali a specchio 17 pollici. Ci stipiamo nella Clio annata 86, e sgommiamo via così, con colonna sonora di Shakira.

Il cielo è plumbeo, pioviggina, e la nebbia avvolge l'isola. I colori variano dal grigio topo chiaro al grigio topo scuro satinato. Dopo una ventina di minuti, passati con il gomito di una calabrese piantato in zona ascella e il poggiamano conficcato nella cistifellea, la Clio si inerpica su un piccolo viottolo. In alto, su una collinetta, si erge la nostra casa.  

E' una costruzione anni 50, bianca, abbandonata. Praticamente un rudere, probabilmente un luogo di riti orgiastico-satanici. Poichè l'isola è selvaggia, ma soprattutto in considerazione del fatto che quella è l'unica abitazione libera a Pantelleria, concordiamo che chissenefrega, bisogna pur calarsi nello spirito del luogo, e se pure l'acqua non è potabile ma emette vapori tipo fogna di Calcutta, pazienza, questo rende tutto più eccitante, e che se lo sciacquone non funziona, che vuoi che sia, anzi, è un'esperienza indimenticabile far deflluire i residui organici con tecniche idrauliche alternative e d'avanguardia (leggi: prendi un secchio, riempilo d'acqua - di fogna - e allagaci il water), e se pure circolano delle pantegane travestite da mufloni, è il fascino della natura selvaggia. E che in finale noi siamo una generazione consumista, che ha dimenticato alcuni valori. Che non è più abituata ad ascoltare il rude richiamo della natura. E che bisogna recuperare un rapporto perduto con le cose semplici.

"Porca troia, i cellulari non pijjano!!! ".

L'urlo di disperazione si espande per la collina. Nel gruppo cala un silenzio funereo. La Lollo mi guarda con occhio acquoso. So che per lei soprattutto è un duro colpo. Vorrei provare a  dire, trovare le parole. Ma non ci riesco. 
L'unico a reagire è Andrea, il Jerry calà del Torrino. Comincia  a perlustrare la zona, batte ogni angolo, il braccio in alto, teso, alla ricerca di un segnale amico. Si inerpica su sassi appuntiti, sugli alberi, sul tetto. Niente. Poi, d'un tratto,  ha un'idea geniale: la piramide umana. Si decide di comune intesa che io e Alessandro, visto il peso, facciamo la base . La Lollo fa l'antenna. Dopo un quarto d'ora in posizione 642 del Kamasutra il cellulare emette un flebilo biiiip. La piramide umana funziona,  oddio, non sempre, ma quando il vento tira da Sud-Est funziona. Ci stringiamo, ci abbracciamo, Andrea  nella mischia prova a infilare la lingua da qualche parte, ma bisogna capirlo, è un mometo di rara commozione....

Intanto cala la notte.....

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martedì, 29 agosto 2006

Quando si dice una vacanza da paura

Dunque, diciamolo subito: la vacanza è andata bene: le meduse che imperversavano  colpendo chiunque a casaccio con il loro liquido urticante a distanza, mi hanno schifato, ho rimorchiato un surfista metà vichingo metà palermitano dall'occhio a triglia, il capello biondo e fluente e dimistichezza con la grammatica italiana quanto una filippina dislessica, e sono dimagrita etti: 0,43 periodico.

Eviterò di dilungarmi sui particolari, per senso di umanità in particolar modo verso chi ha passato le vacanze con il fidanzato in piena versione carapuccipuccicomemirilassoconte: canotta, sandalo crucco con unghia del piede ad artiglio alla Cher, pelo arricciato con grumi di salsedine incorporati, materassino giallo vomito comprato con Gente, sesso il week end uno sì uno no per non sfasare i ritmi.
Eviterò di raccontarvi che il vichingo in questione era uno che sopra la sua pancia ci potevi giocare a dama, che aveva una villa che Villa Certosa in confronto è un bungalow e che cavalcava al tramonto su un cavallo bianco (vabbè, questa me la so' inventata, però cavalcava).

Ma una cosa non posso esimermi dal raccontare: il primo giorno a Pantelleria.
Dunque, partenza alle setteecinquanta, sveglia alle sei, che già per me è un trauma che l'unica volta che mi sono alzata a quell'ora era durante il terremoto dell'86, ma mi sono svegliata solo per rotolarmi dal piano superiore del letto a castello a quello inferiore, che almeno non si muoveva come il tagatà.
Avendo chiuso ermeticamente la valigia con immani fatiche dopo ripetuti carpiati per schiacciarla a dovere, mi accorgo di non avere più uno straccio da mettermi per la partenza. Compro da una bancarella al volo un vestino per la modica cifra di 3 dico 3 euro, così composto: tubino con scollo all'americana taglia 38, gonna a palloncino taglia 46. Il tutto guarnito da ricami con fiorellini pesca e pizzo a gogò. Ovviamente il tutto di plexigas riciclato. Per dare il tocco di grazia, indosso un cappello di paglia. Vestita come Rossella O'Hara prendo posto in aereo vicino alla lollo (in versione festa a Ibiza con minigonna, scarpe alla schiava e maglietta con brillantini con su scritto "I'm cool. And you?").

La Lollo è in evidente stato di agitazione. Suda freddo, sorride spasmodicamente a chiunque, tamburella cone le dita sulla testa di quello davanti, che sembra gradire. La cosa è sospetta. Appena l'aereo decolla, comincia  ad ansiamare e sbavare tipo San Bernardo a Copa Cabana il 15 di agosto, grattugia con le unghie metà sedile e scava con i piedi. Ma quando sia attorciglia i capelli con un filo interdentale, capisco che la cosa è grave. La lollo e il capello liscio sono la stessa cosa. Sono due equazioni. La Lollo può accettare qualsiasi sopruso, qualunque ingiustizia universale si riversi sulla sua persona, ma non le scompigliate il capello liscio che diventa peggio di Alvaro Vitali.
La crisi di panico dura per due ore. Due ore d'incubo durante la quale la Lollo rimane avvinghiata su di me esternando le sue fobie a tutti i presenti urlando a ruota libera: "Oddio, si è rotto il motore!!!!!" "Moriremo tutti!!!!!!!!!!!!!" "L'hostess è una troia!!!!!!!!!!!!!" e così via via degenerando nel delirio e nel turpiloquio sempre più.

Provo a tranquillizzarla, spiegandole che in fondo se anche fosse prima o poi si deve morire in qualche modo, e che anzi nella classifica delle morti quella sull'aereo non è mica messa maluccio, dopo:

- essere segati, fatti a pezzi e messi nel congelatore di un ristorante cinese
- rimanere impigliati a una porta del 73 notturno ed essere trascinati per tutta via Tuscolana perdendo qua e là brandelli di ossa e carne
- morire soffocati da un'alga di Wanna Marchi

Nonostante la buona volontà, i miei tentativi di tranquillizzarla non sortiscono l'effetto sperato. Per fortuna il viaggio dura poco.
Ma il peggio doveva ancora venire...E la paura, quella vera, ci attendeva sulla soglia...

Continua...









 

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venerdì, 07 luglio 2006

Torno avvilita al mio posto. Ricevo una ventina di strette di mano maschili e due richieste di matrimonio. L’arringa dal pulpito mi costerà l’appellativo di “ei, tu donna” per tutta la serata. L’Uomo del Monte mi osserva commosso con lo stesso sguardo acquoso che sfodera al cospetto di un panino con la porchetta. E poiché io credo di assomigliare a una porchetta ma solo in senso lato, temo si sia innamorato di me.

La Lollo mi accoglie al posto con un sorriso beffardo, il  vestito rosso da una sirena Manhattan e l’abbronzatura alla Donatella Versace, modello bruschetta carbonizzata al pomodoro.  La Talpa è invece azzeccata al suo uomo come un acaro e piange a intermittenza, elargendo muco sul tait del vicino. La Panicucci è intenta a messaggiarsi con il suo nuovo fidanzato, un raro esemplare di uomo anni 80 da film di De Sica con collo di camicia tipo muraglia cinese, occhio a mezz’asta e bicchiere di gin lemon incorporato. Sfuggito magistralmente alla cerimonia, si sarebbe presentato già ubriaco verso mezzanotte al momento dell’open bar  sottofondo Alan Sorrenti.
Minki (neosposa da appena sei mesi)vestita come una torta mimosa al gusto puffo è in evidente stato di delirio sentimental-lirico alla Passerotto non andare via. Il marito, Giorgios’èfattanacerta, è intento a discettare con l’operatore delle luci sulla forma alquanto sferoidale delle natiche della cugina della Nutria, l’unico deretano femminile italiano che si erga a un’altezza di 1 metro e 65 e punti verso l’alto.

A un certo punto l’obiettivo della mia telecamera si ferma su qualcosa di grande  e rigoglioso e misterioso, che dopo un’attenta analisi spettroscopica rivelasi essere una cerniera di pantalone. La cosa sembra interessante. Vorrei zoommare oltre ma non posso, e quindi con immenso rammarico allargo. Al mio cospetto mi appare la sagoma di un uomo tre quarti Miki Rourke  un quarto Jhon Holmes , occhio da husky, sorriso dentato alla Hu Grant. Il miei ormoni  mi ricordano che sotto i peli alla Rosi Bindi e i polpacci alla Sebino Nela, in me c’è una donna….E lui, il bonazzo, mi sta guardando...sì, sì,guarda proprio me…


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venerdì, 16 giugno 2006

Lancio la telecamera all'Uomo del Monte e lo colpisco in piena carotide. Don Carlo campeggia dal pulpito e mi guarda minaccioso. Mi appropinquo con passo sciancato verso l'altare: per via delle scarpe, ho i piedi ormai in stato di avanzata cancrena,  le stimmate, e vedo San Paolo che fa' la moltiplicazione della focaccia con la nutella. Praticamente posso già aspirare alla beatificazione.
Mi sistemo il microfono, e mi viene l'istinto irrefrenabile di dire qualche boiata megagalattica, tipo:
- Siete caldi???
-Cantare la macarena incitando gli astanti alle mosse
- staccare il microfono, piazzarmi al centro della navata e urlare: "Modello numero quattro:...Giuditta!!"con tanto di sfilata e alzata di gonna

Guardo la Nutria. I suoi ochioni commossi da roditore infognato mi fanno desistere. Devo controllarmi, ecchecavolo. La Cosa sobbalza. Ora no,ora no,ora no..Cazzo, resisti...Credo che la Cosa soffra di aerofagia.
Il libro della redenzione è lì, aperto sul leggio.
Primo dilemma: devo dire: "Seconda lettura??" Cerco di sfoderare i miei ricordi da seconda elementare, ma la memoria  è completamente obnubilata, i miei neuroni fanno i bastardi e tirano fuori solo frasi irriferibili di canzoni degli Squallor e turpiloqui di vario genere.

Seconda lettura. Dalla Lettera agli Efesini.. (segue colpo di tosse con risucchio di narice, impossibile a rendere via blog, ndr)
Con voce flebile sibilo:

15
Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; 16profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. 17

A questo punto mi comincio a gasare. Il tono apocalittico e autoritario del testo mi galvanizza. Mi sento un po' padre Ralph un po' Marzullo (anche se non credo ci sia molta differenza). Alzo la voce e tuono:

Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio!!!!.

(sono lanciatissima, in pieno ruolo inquisitore, credo che Innocenzo IV sia entrato in me, punto perfino l'indice  accusatorio verso nonna Luigia che mi guarda interdetta)

18E non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito!!!!!!!!!!!! 


19
intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, 20rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo!!!!!!!!!!!!!!.

Nella chiesa è calato il silenzio. Mi volto verso don Carlo: quello mi fa il segno di ok col pollice alzato alla Fonzie. Epperò, figo....
Continuo fomentatissima. Ormai non capisco nenachequello che leggo, sono nel pieno della sindrome da pulpito. (anche detta: morbo di Mastella).
Urlo con tutte le mie forze con acuto alla Callas:

21Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!.

22Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; 23il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 24 (* a questo punto nonna Luigia esprime un costernato: "oibò")....E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!.

La curva nord degli uomini si alza in piedi. Standing ovation.
Per due minuti mi crogiolo del successo, lancio baci, sorrido ai fotografi..
Poi, però, quando il sole comincia a rischiarare le nebbie della mia mente, il sangue raggela, si rattrappisce, assume la forma di quattro salti in padella Findus...
Omioddio...ma cosa ho letto...

Continua...

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giovedì, 15 giugno 2006

D'un tratto la folla si accalca all'ingresso. Un Maggiolino bianco si ferma davanti alla chiesa. La Nutria da dentro sorride a una schiera di fotografi che manco al matrimonio di Totti. Per scendere dall'auto ci mette circa 45 minuti. Ha un vestito colore variegato di crema della cart Dor, è a metà tra Rossella Ohara e un pandoro, per intenderci è uguale uguale a quella della pubblicità Peroni solo con meno tette e più canini. Lo strascico si espande sul sagrato tipo blob. Ci inciampano in ordine: un tecnico delle luci vestito come Al Pacino nel Padrino, nonna Luigia causa elegantissime dottor Schulz ai piedi, una damigella con inguardabili capelli alla Shirley Temple.

Quando scende, la folla si esprime in un ohhhhhhhhhhhhhhhhhhh corale, ed è tutto un tirare fuori i fazzoletti, e smocciola di qui, e scatarra di là. MrsOlga ne approfitta per piazzarsi in un lato oscuro della chiesa e fare le riprese senza a sua volta essere immortalata, praticamente impossibile: 200 invitati,200 telecamerine, ma soprattutto 200 futuri inguardabili filmini. Sarebbero pronti a tutto, pur di avere l'inquadrature migliore, sono nel pieno di un delirio di onnipotenza da Muccino. Si accalcano, lanciano calci agli stinchi, gomitate inguinali. 
La Nutria avanza al ritmo di un passo al minuto,e ogni metro conquistato lo strascico fa un paio di vittime. Dall'altra parte lo sposo è colto da un attacco narcolettico.
Dentro la chiesa sembra di stare in un frigobar, c'ho le stalattiti sotto il naso e una fiatella che potrebbe uccidere un muflone. Un misto di caponata e grisbì. Chiedo una gomma all'uomo del Monte, quello per tutta rispo
sta per solidarietà mi alita una fetitudine che manco Franchino di Fantozzi, e perdo l' uso della parola per una mezz'oretta.

La cerimonia comincia. Durata complessiva: 1 ora e 45minuti. Al 50esimo minuto segnalo uno scaccolamento della narice sinistra da parte dello zio della Nutria. Al 55esimo un imbucato mi fa ciao ciao alla telecamera. Al 64esimo nonna Luigia legge di soppiatto la posta del cuore di Gente. Al 72esimo due ex compagni di liceo dello sposo tentano il rimorchio coatto delle cugine della sposa.  All' 81esimo il corpo pachidermico di Giorgio (il marito di Minki, detto anche "S'è fatta na certa") si accascia efinitivamente sul poggiamano. Al 90esimo, proprio mentre sto per zoommare sulle tonsille della Talpa, qualcuno mi spintona. Ao', devi annà a legge, tocca a te..E' il mio momento. Quello della redenzione. Mi sento come in Jesus Christ Superstar

Continua...

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mercoledì, 07 giugno 2006

L' Uomo del Monte inchioda davanti casa della Panicucci dei poveri. MrsOlga cioè io cioè me medesima rotola e si arena tra il tappetino e il cruscotto. La Panicucci de' poveri sinuosa e con placida calma tacchetta fino alla portiera. Ha un vestito marrone-mais-tostato e un wonder bra supersonico che la dota per la prima volta nella sua vita di un paio di tette normali. Alle spalle uno scialle (preso in usufrutto dalla madre della Lollobrigida de' noartri) tempestato di luccichii dorati che la avvolge tipo mantello di Zorro e degli occhiali da sole modello Anastasha.

La formazione è la seguente: le due fashion girlsssssssssss dietro, io e l'Uomo del Monte davanti. L'Uomo del Monte guida che manco mia zia con la cataratta in mezzo alla nebbia. Ogni cinquanta metri inchioda, crea il panico tra le automobili, un paio di incidenti mortali, e poi riparte a 130. Dentro sembra di stare sul tagatà. A ogni frenata la Cosa ha un sussulto. Spero siano solo scosse di assestamento e non il preludio dell'apocalisse. Mi lego con la cintura di sicurezza e mi aggrappo ai poggiamani, che tra l'altro fa molto fetish.

 Abbiamo la cartina facilitata, quella per intelligenze sottosviluppate, con tutto il percorso e le freccette che partono da casa e arrivano a destinazione. Ovviamente sbagliamo strada una trentina di volte. L'Uomo del Monte inchioda davanti a una carovana di moldavi mollati da un pullman in mezzo all' autostrada. Le loro teste arrivano altezza gomme della jeep. Lucianone si sporge. Con una lieve inflessione romana, chiede: Nunèchesapetendostastoposto...via...via...comecazzosechiama???? e mi guarda con fare interrogativo. Strabuzzo gli occhi. Sembriamo Jessika e Ivano. Quelli arretrano atterriti. Lui li sbalordisce con una grassa risata e sgomma via.

Dopo essersi girati tutti i paesi della Ciociaria, Lucianone e MrsOlga accusano un preoccupante calo di zuccheri. Sono circa 45 minuti che non mangiano e MrsOlga ha in attivo calorico solo un cornetto, un succo di fruttta, due tramezzini e una caponata. L'uomo del monte alla vista del "Ristorante del curvone" posizionato sulla curva a gomito dell'inversione a U dell'autostrada (vista panoramica sui cartelli dell'A1) mi guarda e con occhio languido da intesa propone il pit stop. Ma le fashion girlssssssssssss dai loro 48 chili di grasso hanno da ridire, che è tardi e chenonresisteteunpaiod'ore???? . E' chiaro ache a forza di andare avanti a carote e ananas hanno rimosso il concetto della fame chimica. Lucianone in un momento di anarchia apre lo sportello con la macchina in corsa, si lancia al volo, agguanta in un bar un pacco famiglia di grisbì al cioccolato fondente e riprende la guida.
Lancio 3 grisbì nell'esofago moldello frisbi.


La Chiesa è una basilica incastonata sotto un dirupo di tufo, che a piedi manco Indiana Jones. Quando arriviamo, ci si presenta un parterre da Marta Marzotto...

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categoria:le fashion girlsssssssss
lunedì, 05 giugno 2006



La Cosa mi guarda. Ho 30 secondi netti per montarla. Durante le prove nei giorni precedenti il miglior tempo è stato di 1 min e 42". L'unica alternativa è tentare la conciliazione. Provo con il dialogo e le carezze. La Cosa non sembra opporre resistenze. Inserisco le coppe e con una tripla piroetta alla Carla Fracci mi arrotolo i lacci attorno alla vita.  Funziona. Sono insaccata dentro la Cosa, che mi blocca qualsiasi tentativo di circolazione sanguigna. E' presto chiaro che mi sono interdetti alcuni movimenti, come la distensione dell'avambraccio destro, la roteazione del malleolo, l'occhiolino, e l'alzata di ascella. Però cavolo il risultato è sorprendete: le mie POPPE stanno in su da sole.

Guardo l'orologio: è tardi. Così imbracata, arraffo quel centinaio di cose che mi servono: telecamera in una mano, giacca nell'altra, borsetta di pizzo ricavata da alcune vecchie tende dismesse arrotolata intorno al collo, scialle in testa, caricabatterie della telecamera tra i denti. Driiiiiiiin...(cazz..il cellulare)scendiiiiiiiiiii!!!!!!! Provo a farfugliare qualcosa, ma il filo del caricabatteria punta pericolosamente la trachea ed esce fuori solo un gemito rantolante.

Ovviamente l'ascensore è bloccato. Inforco a cavalcioni il poggiamano della rampa di scale  e me la faccio tutta di culo modello Bridget Jones. Atterro sui piedi della portiera che mi ramazza il vestito. Le scarpe sono nuove, a punta, tutte imbrillantinate: uno svaroski mi si conficca tra il medio  e l'anulare. Dico qualcosa in mandarino.

Sotto casa mi aspetta la Lollobrigida de' noartri in grande spolvero: vestito rosso con strascico che parte da viale Mazzini e arriva a ponte Milvio, sembra Una sirena a Manatthan. Ha il volto carbonizzato dalle lampade e delle scarpe fetish alla Cleopatra che le si avvinghiano sul polpaccio.
Vivino a lei c'è Lucianone, una specie di Uomo del Monte Ha un tait grigio impeccabile e una leccata di vacca sui capelli. E' tardi, è tardi, urlano da lontano in stile Bianconiglio di Alice nel paese eccetera. Percorro gli ultimo 30 metri galoppando all'impazzata, perdo in ordine: lo scialle, una trentina di svaroski, un moschettone della Cosa, e mi lancio a pesce con tuffo acrobatico nella jeep con motore acceso di Lucianone, che sgasa e parte scoattando.
I primi due chilometri me li faccio così, la portiera aperta, i polpacci fuori, il cambio tra le gengive...

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sabato, 03 giugno 2006

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere e non avete mai saputo sui retroscena del matrimonio della Nutria (con finale a sorpresa)

Ore 11. MrsOlga  si presenta a casa della Nutria telecamerina incorporata accesa. Dlin dlon. Apre la madre della Nutria (nutria major) con tanto di kimono e bigodini tipo Mafalda. "Spegni la telecameraaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!" urla l'indemoniata. Ma MrsOlga è inflessibile. Parte con un primo piano sul bigodino.
Obiettivo di MrsOlga in versione Gabanelli di Report: realizzare un dossier sul matrimonio della Nutria. La Nutria si presenta con sottoveste Christian Dior e occhiaie viola e verdi pistacchio. "Sto tranquilla" sentenzia accendendosi due sigarette contemporaneamente.
La casa è in fibrillazione: il telefono squilla che manco l'144 alle due di notte. E' tutto un via vai di fiorai, fotografi, damigelle. A un certo punto arriva un pony express . Viene scambiato per il prete e lo obbligano alla foto con la nonna.
Nonna Luigia è vestita a festa con le dottor Schulz ai piedi. Mi rilascia un'intervista che manco Sofri dal carcere. Non vuole truccarsi, ma la Nutria ha disposto che il colore del  maquillage di tutte le ultra settantenni debba essere pandant con il bouquet, e così Luigia bestemmiando  passa sotto trucco e parrucco.
Chiamano dalla chiesa: avvertono che alle 18, subito dopo il matrimonio della Nutria, è previsto un allegrissimo funerale. La Nutria sta per scoppiare in pianto, ma il truccatore che c'ha una cassetta con 122 pennelli che manco Michelangelo, lancia un urlo alla Platinette con sculettamento e mossetta di mano incorporata: "ma sei paaaaaaazzzzaaaaaaa!!!!!Mi si rovina il trucco!!"

Nel frattempo è arrivato l'operatore ufficiale. Come a dire: altro che quella sega di Mrsolga.Lo prendo come un affronto. Mi sento defraudata ingiustamente del mio ruolo di videoreporter. Mentre quello sta là ad armeggiare con diaframmi (??), grandangoli, luci, veline,  che manco il set di Guerre Stellari, gli lancio l'obiettivo nella torta nuziale. Tiè.

Con passo felpato inseguo la Nutria major. Il mio scopo è quella di farla piangere prima del matrimonio della figlia. Le faccio smontare l'armadio alla ricerca dell'album di foto di famiglia.. La prima foto è la Nutria in versione cucciolo di roditore con pannolino griffato Prada. Un singhiozzo soffocato mi fa intuire che ci siamo. Un secondo dopo la Nutria major spruzza acqua tipo Fontana del Carmine. Zoommmmmmmmo sull'occhio acquoso e poi mollo la signora Nutria da sola col suo dolore.

Nel frattempo per la Nutria è l'ora del parrucchiere. Forcine, mollettine, laccini. Le costruiscono un'impalcatura sopra la testa. E a ogni pettinata una vaporata di lacca. Dopo due ore i capelli  sono imbalsamati e ogni forma animale nel raggio di 10 chilometri definitivamente estinta.

Dlin dlon. Arriva il fioraio. Porta delle rose rosse con un biglietto da parte di Luca (il futuro sposo). Una cosa romantica, assicura. E quasi me commovevo pure io. A proposito, commendado', ci sarebbe quella fatturina....ecco, sì, le rose bianche e i non ti scordar di me e ...nun se preoccupi, petali a gogò, come se piovesse..2.200 euri tondi tondi..metta 'na firmetta qui..grazie commendadò Il padre della Nutria firma assegni che manco Rockfeller. A un certo punto entra pure un tizio che ha sbagliato piano e il padre della Nutria gli appioppa un pezzo da cinquecento euro.

Cazzo, cazzo: è tardi!!!!!! MrsOlga deve ancora tornare a casa e prepararsi, che presentarsi a un matrimonio in infradito e pantaloncini da mare non è il massimo del fashion.
Sbraitando e imprecando raggiungo la macchina, faccio fuori una vecchietta all'uscita di u supermercato ma dribblo egregiamente una famigliola in vacanza con tanto di borse freezer con frittatona di pasta al seguito. Entro in casa, con una mano mi infilo il vestito, con l'altra mi trucco, con un magistrale tocco di tacco lancio la collana in aria  e la infilo di testa. Tempo record: 5 minuti e 16 secondi.
Ma c'è qualcosa che manca, me lo sento. Cosa mi sono dimenticata, porca zozza....Ma certo,  lei, La Cosa.  La Cosa è là, in un angolo. E mi guarda....

Continua...

 

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lunedì, 29 maggio 2006

Addio nubilato (parte I)

Tanto per cominciare il casale era una villa rustica da sogno con tanto di televisori 122 pollici e forno a legna e tendine a quadretti verdi e tutto era modello Casa nella Prateria però in stile Ricucci. C'era perfino un distributore di alcoolici che per centesimi 50 (dico: CINQUANTA) eiaculava bottigliette di prosecco e breeze. Il casale era dotato di piscina, sdraio e centro benessere (di cui eluciderò in seguito).

Il primo aperitivo-time è scattato ore 15.30 ora locale, alle 16.00 eravamo già passibili di arresto per atti osceni in luogo puibblico
Come ogni addio al nubilato che si rispetti, non poteva mancare lui, il vibratore, portato in dono da un'amica della Nutria, e risoprannominato dalla Nutria medesima Clito. Poiché a MrsOlga toccava come da copione riprendere con la sua telecamerina le nefandezze dei festeggiamenti, Clito è stato fin da subito insignito del ruolo di "Gran Microfono del Reame", ruolo che ha svolto egregiamente, se non fosse che sopo un'ora di riprese con Clito in mano acceso alla massima velocità mi è venuto il morbo di Parkinson.

La formazione al femminile era la seguente.
1) La Lollobrigida de' Noartri, in versione pareo brasiliano, molto maracaibo
2) Puddu, in minigonna e zoccoletti dorati, molto Marisa Laurito
3)la Panicucci, in pieno e orgasmo da pr
4)Minki, neosposa, in apprensione per le sorti del povero marito lasciato a se stesso (lo avrebbero avvistato qualche ora più tardi dei conoscenti sul tavolino di in un locale a torso nudo mentre circondato da  cubiste  gridava "iu-uuuuuuuuuu")
5)Susanna la modella, che  fa proprio ma veramente sul serio non come si suo dire così, tanto per fare la figa "la modella", la modella e pesa quanto un mio avambraccio
6)Susanna l'altra, più figlio incorporato, futura sposa, futura mamma, quando si dice due piccioni con una fava (ihihihih..la fava, cioè, la fava non quella che si mangia...è l'altra..era un doppio senso ..vabbè)
7)Sabrina la saggia, malauguratamente ammalatisi appena meso piede nel casale, vagava avvolta da una coperta di lana tipo mummia di Nefertari
8)Emanuela (cioè, più o meno Emanuela, è che non ricordo bene il nome, ma assomigliava all'Arcuri con meno tette)
9)MrsOlga, cioè io, cioè me medesima
10) Dulcis in fundo,lei, la festeggiata, una vera donna con la d minuscola, che dire una donna, un essere anamorfico e transgenico, che dire, di più, un vero e proprio roditore vestito Chanel: la NUTRIA

Il copione, rigidamente scritto dalla Panicucci de' poveri, prevedeva che gli uomini arrivassero dopo, per fare in modo che tutto fosse pronto e che per la Nutria la prsenza di maschioni fosse una vera sorpresa inaspettata inattesa che la lasciasse stupita basita a bocca aperta. In quelle tre ore di attesa, le fashion girlssssssssssss provarono perfino il famigerato centro benessere.
Trattavasi di vera e propria palestra con tanto di attrezzi di ogni genere, step, vogatori, tapis roulant, cyclettes,sauna, bagno turco e una vasca idromassaggio, l'unica che fu realmente cagata, e in cui le nostre atletiche si tuffarono a peso morto. 
Le fashion girlsssss  si aggiravano in stile casalinga di Voghera,struccate, mollettoni arancione fluorescente sui capelli, i peli ispidi tipo pino silvestre che spuntavano dall'inguine e dalle ascelle pezzate.

Poi, però, d'un tratto, da lontano si udirono delle voci maschili....Fu a quel punto che cambiò tutto...

(
continua...)

postato da: MrsOlga alle ore 21:23 | Permalink | commenti (6)
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