Mia nonna Maria ieri ha fatto 81 anni. (per chi non la conoscesse ancora, mia nonna è questa QUI)
Dice Voglio festeggiare, andiamo al ristorante. Dice una cosa leggera, che ne so, una pizza. Dice così, tanto per stare un po' insieme.
Location: Ristorante "da Gigi er cacciatore", localino raffinato posizionato dul curvone della morte di Torrevecchia, sulla porta il cartello vietato l'ingresso ai laziali vicino a una foto dimensione umana sbiadita di Totti che inforca mezza chilata di fettuccine ai funghi. Il nostro tavolo è in posizione panoramica: vedo benissimo il cesso di quelli al quarto piano e se mi sporgo anche l'autorimessa "Ciccarelli" con discarica a cielo aperto annessa.
Formazione: tutta la sacra famiglia, al completo. Ci sistemiamo, mio padre a capotavola come sempre che lui è fissato che dice che ci tiene che è l'unico momento in cui è a capo di qualcosa. Mia nonna Maria dall'altra parte, vicino a nonna Lola. Che quelle quando si vedono è la fine, attaccano col tema delle pensioni, e poi allargano al fisco, che quando si tratta di soldi sono informatissime, e gli partono di tfr e cuneo fiscale, di blue chips, che se le sente Padoa Schioppa gli fa riscrivere la Finanziaria.
-Eh, però, Maria cara...mi inviti a cena, ma lo sai che io non posso mangiare molto. Sennò il colesterolo
- Eh, a chi lo dici, Lola...io c'ho 260...però una pizzetta che vuoi che fa?
Una pizzetta, eh?..... in due si son fatte fuori: 8 olive ascolane, 4 fiori di zucca, uan tagliatella piselli e funghi, un risotto alla pescatora, una porzione di abbacchio alla scottadito e una di costolette d'agnello impanate, patate arrosto, insalata (serve per sciacquarsi la bocca, eh) due porzioni di crostata alla frutta più targhetta di cioccolato fondente con su scritto "Auguri", (il caffè no, che fa male) amaro Averna.
Che io, al primo supplì, c'avevo la gastrite, l'ernia iatale e la colite.




